Come annunciato in luglio l’ex presidente dell’Anac Raffaele Cantone tornerà a fare il magistrato alla Corte di Cassazione. Oggi il plenum del Csm ha deliberato il suo rientro nel ruolo di magistrato dell’Ufficio del Massimario della Suprema Corte che ricopriva prima di essere nominato cinque anni fa al vertice dell’autorità Anticorruzione.

Sento che un ciclo si è definitivamente concluso, anche per il manifestarsi di un diverso approccio culturale nei confronti dell’Anac e del suo ruolo”, aveva scritto a luglio sul sito dell’Anticorruzione Cantone annunciando la sua decisione di lasciare l’incarico nove mesi prima della scadenza per rientrare in magistratura, “che ho sempre riconsiderato la mia casa”.

Quella della Cassazione potrebbe però essere una destinazione provvisoria per Cantone, che già prima di lasciare l’Anac aveva partecipato a tre concorsi per il vertice di altrettante procure: Frosinone, Torre Annunziata e Perugia. Nomine su cui il Csm si deve ancora pronunciare e che sono state rallentate dallo scandalo che ha investito Palazzo dei marescialli sull’onda dell’inchiesta della procura di Perugia sull’ex consigliere del Csm Luca Palamara.

Cantone è stato sostituto procuratore a Napoli dove si è occupato principalmente di criminalità economica, fino al 1999. È poi entrato nella Direzione distrettuale antimafia di Napoli, di cui ha fatto parte fino al 2007. Si è occupato delle indagini sul clan camorristico dei Casalesi che hanno portato alla condanna all’ergastolo di boss quali Francesco Schiavone, detto Sandokan, Francesco Bidognetti, detto Cicciotto ‘e Mezzanott, Walter Schiavone, detto Walterino.

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Articolo Precedente

Napoli, Bonafede chiede verifiche su permesso premio a uno degli assassini del vigilante

prev
Articolo Successivo

Milano, uccise compagna a coltellate durante una lite: condannato a 30 anni di carcere

next