Sono circa 1400. Ma alla Regione siciliana non bastano. Per questo motivo, il governo di Nello Musumeci ha pensato a una norma che potrebbe prevedere l’arrivo di altri cento dirigenti a riempire gli uffici pubblici. Tutto, ovviamente, senza un concorso. Ma attraverso la “chiamata diretta” della giunta.

I numeri – Secondo la  legge voluta a giunta siciliana, quindi, gli incarichi dirigenziali “possono essere conferiti entro il limite dell’otto percento della dotazione organica vigente dell’amministrazione regionale fornendone esplicita motivazione, a persone di particolare e comprovata qualificazione professionale”. Gli incarichi avrebbero una durata che oscilla tra i due e i cinque anni. Ovviamente, queste persone cercate disperatamente dalla Regione siciliana per ricoprire non i ruoli apicali, ma uffici di medie dimensioni, non devono essere “rinvenibili nei ruoli dell’Amministrazione”.  Tradotto: la Regione, prima di chiamare gli esterni, dovrà verificare che nessuno abbia quei titoli, tra i quasi 1.400 dirigenti attualmente in servizio. L’otto percento, infatti, corrisponde a circa 110 nuovi dirigenti. Numeri, quelli relativi al personale della Regione, che ogni anno, in occasione dei giudizi di parifica della Corte dei conti, sono aspramente criticati dai magistrati contabili. Così è successo anche in occasione dell’ultima Parifica: secondo i magistrati contabili, nonostante un progressivo calo del numero dei dirigenti, questi sono ancora tanti. Anzi, troppi. E per rendere l’idea, la Corte presenta anche una comparazione col resto d’Italia: “Il numero dei dirigenti regionali siciliani è oltre un terzo (37%) di tutti i dirigenti”. E c’è di più. La vera eccezionalità dell’Isola sta nel rapporto tra dirigenti e dipendenti semplici: uno a dieci in Sicilia, a fronte di un rapporto uno a quindici nelle altre Regioni.

Una Regione con 15 mila dipendenti- E i cento dirigenti esterni, ai quali la norma potrebbe aprire le porte della Regione, si aggiungerebbero al numero complessivo dei dipendenti della Regione siciliana, circa 15mila, escluse le società direttamente controllate. E anche su questo punto, la Corte dei conti ha messo nero su bianco i propri dubbi: “Gli ultimi dati comparativi disponibili – scrivono i magistrati contabili nell’ultima Parifica – mostrano come la consistenza numerica dei dipendenti di ruolo della Regione siciliana rappresenti quasi un quarto (23,5%) dell’ammontare complessivo del personale di tutte le Regioni”. A questi, quindi, potrebbero aggiungersi altri cento dipendenti, come se non bastassero tutti gli altri. E come se già in passato la Corte dei conti, anche attraverso la Procura, non sia già intervenuta per stigmatizzare il ricorso agli esterni, in una pubblica amministrazione così “affollata”.

“Un favore a qualcuno”- “Questa norma va stralciata”, ha detto il capogruppo del Movimento 5 stelle Francesco Cappello. E ad aggiungere dubbi ai dubbi, è la copertura finanziaria prevista per questa norma. Appena duecentomila euro, nonostante i numeri potenziali dei nuovi arrivi. E così, ecco emergere i sospetti anche in Assemblea regionale: “Qui – ha attaccato il deputato del Pd Antonello Cracolici – facciamo previsioni generali e astratte e poi stanziamo duecento mila euro. Questo vuol dire che possiamo finanziare quest’operazione massimo per due persone. Questa è una legge con la quale il governo vuole fare qualche cortesia”. Per farla breve, il dubbio è che la norma che apre potenzialmente a cento nuovi dipenenti sia stata “scritta” per portare tra le braccia della Regione pochissimi esterni, già in qualche modo individuati dal governo. Ma i duecentomila euro potrebbero rappresentare solo il “primo passo”, almeno secondo un altro deputato Dem, Nello Dipasquale: “Alla prima occasione, qualcuno aggiungerà a quei soldi altri tre o quattro milioni”. Una ipotesi di fatto confermata dal presidente della Regione: “Verificheremo i fondi che serviranno – ha detto Musumeci in Aula – ed eventualmente li aggiungeremo. Abbiamo bisogno di dirigenti che vadano a guidare uffici delicatissimi, dove nessuno vuole andare”. Nessuno. Tra i 1400 dirigenti di Sicilia. Oltre un terzo di quelli delle Regioni italiane.

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