Ogni anno i rifiuti generati da apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE) crescono tra il 3 e il 5% nell’Unione Europea. Dovrebbero essere riciclati per recuperare materiali preziosi, ma non sempre avviene, perché sono necessarie tecnologie avanzate di smistamento e riciclaggio. È per rimediare a questo problema che la Commissione Europea nel 2014 finanziò il progetto CloseWEEE. I responsabili hanno indicato un metodo per selezionare vecchie materie plastiche da riutilizzare in nuovi beni di consumo. E hanno sviluppato una tecnica per il riciclaggio delle batterie che recupera più grafite, litio, cobalto, nichel e rame. È stato inoltre creato una piattaforma web con le istruzioni su come riciclare l’elettronica.

Paola Castrillo, coordinatrice del progetto CloseWEEE e responsabile del team di ricerca e sviluppo di Vertech (Francia), ha spiegato che “mentre per molti componenti elettrici sono già state sviluppate tecniche di riciclaggio efficaci, ce ne sono molti altri di valore che non vengono recuperati, tra cui plastiche di alta qualità, additivi, minerali critici e metalli. Il nostro obiettivo era trovare il modo per recuperare” questi tesori nella spazzatura.

L’innovazione iniziale è stata impiegare la LIBS, acronimo di Laser Induced Breakdown Spectroscopy. Si tratta di una tecnica che permette di effettuare analisi sia qualitative che quantitative, tramite lo studio dello spettro ottico emesso dal plasma generato dall’interazione tra una radiazione laser ad alta potenza e un campione. Applicato sui rifiuti, identifica le materie plastiche dal loro contenuto di bromo. La plastica non bromurata può essere smistata con tecnologie di riciclaggio convenzionali, quella bromurata può essere riutilizzata nei nuovi dispositivi. Con questa tecnica è stato possibile riciclare fino all’80 percento della plastica bromurata, alzando sensibilmente le percentuali precedenti.

Un altro risultato è stato aumentare la quantità di materiale recuperato dalle batterie al litio. Con i processi convenzionali si ricicla circa il 50%, con CloseWEEE si arriva al 65%.

I risulti dello studio rappresentano un grande passo avanti verso la creazione di un’economia circolare per la plastica, che è uno dei principali obiettivi della Commissione europea. Alla luce del successo incassato, i ricercatori vogliono ora esportare le tecnologie messe a punto in altre parti del mondo. A questo proposito è stato creato il Recycler Information Center (RIC), una piattaforma online che fornisce informazioni dettagliate su come smontare e riciclare articoli come monitor di computer, telefoni cellulari e circuiti stampati. Una sezione, ad esempio, include 48 passaggi, con note dettagliate e foto, che spiegano come separare e riciclare vecchie lavatrici.

Castrillo spiega che “la piattaforma supporta l’accesso a informazioni critiche per una sana gestione dei rifiuti elettronici. È una buona base per avere informazioni e sarà preziosa per gli addetti ai lavori. Nei paesi in via di sviluppo, l’implementazione delle linee guida di smantellamento fornite dal RIC potrebbe migliorare significativamente la sicurezza e le condizioni di lavoro di coloro che smantellano i rifiuti elettronici”.

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