Le grandi vertebre emergevano dalla sabbia, quando ad accorgersi del gigantesco scheletro è stato un abituale frequentatore del litorale toscano, Nicolò Dionisi, che ha immediatamente contattato la vicina Oasi WWF della Laguna di Orbetello. Siamo alle porte del santuario Pelagos, nei pressi di Ansedonia, in alta Toscana, dove oggi è stato rinvenuta sul bagnasciuga la carcassa di un grande cetaceo, che, presumibilmente, sembra essere una balenottera comune o un capodoglio, a giudicare dalle dimensioni della colonna vertebrale.

La carcassa dell’animale è in stato di avanzata decomposizione, lunghezza stimata tra i 15 e i 17 metri anche se non si vede la parte craniale della colonna. Quello nei pressi di Ansedonia è il nono ritrovamento negli ultimi tre mesi di un grande cetaceo. Questi animali sono minacciati dalla plastica, un enorme problema per i nostri mari, dalle malattie e dall’eccessivo traffico marittimo anche in quella che dovrebbe essere la loro “casa sicura”, il Santuario Pelagos.

Nel video Laura Pintore di WWF Italia.

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Articolo Precedente

Le grandi navi inquinano. Un costo invisibile che in realtà paghiamo tutti

prev
Articolo Successivo

Plastica, ogni settimana ne ingeriamo 5 grammi con acqua e cibi: “Come mangiare una carta di credito”

next