Un “ponte radio” tra due galassie. A individuarlo per la prima volta nella ragnatela cosmica, tra due ammassi destinati a scontrarsi, è una ricerca guidata dall’Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf) e coordinata da Federica Govoni. La scoperta, pubblicata sulla rivista Science, sfida le attuali teorie sul comportamento delle particelle nello spazio intergalattico e potrebbe aiutare a capire la natura dell’insondabile materia oscura, che dà forma a circa un quarto dell’universo.

Protagonisti di questo ponte cosmico, campi magnetici che emettono onde radio, sono gli ammassi di galassie Abell 0399 e Abell 0401, distanti circa 1 miliardo di anni luce dalla Terra e separati tra loro circa 10 milioni di anni luce. Questo collegamento intergalattico è stato osservato grazie al radiotelescopio europeo Lofar (LOw-Frequency ARray), una rete di 25.000 antenne concentrate in 51 stazioni. “È come un’aurora cosmica che le connette”, ha spiegato all’Ansa Govoni. “Si tratta di un campo magnetico basso, circa un milione di volte inferiore a quello terrestre”, ha precisato la studiosa.

Nell’universo la materia non è uniforme, ma è disposta lungo filamenti che formano come una gigantesca ragnatela cosmica. Gli ammassi di galassie sono concentrati lungo le intersezioni tra questi filamenti. Per Govoni, “Lofar ha visto un’emissione radio debole ed estesa tra i due ammassi di galassie. Comprendere la natura di questa sorgente radio è una sfida, visto che gli elettroni riescono a percorrere un tratto di spazio inferiore all’estensione della sorgente. Deve, quindi, esistere – ha concluso – un meccanismo responsabile della loro accelerazione, che opera lungo tutto il filamento tra i due ammassi”.

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