Il padre, l’ingegnere Carlo De Benedetti, si è visto contestare dalla Finanza “l’omessa dichiarazione di investimenti detenuti in Stati o territori a fiscalità privilegiata” per lo yacht My Aldabra registrato alle Cayman. Al figlio Marco, presidente di Gedi che edita tra l’altro La Repubblica e La Stampa, il 43 metri Sirahmy battente bandiera britannica è invece stato pignorato dal tribunale di Massa su richiesta dei Nuovi cantieri Apuania (Nca) di Marina di Carrara. Che, scrive La Verità, vantano un credito di 615mila euro per lavori di manutenzione eseguiti lo scorso inverno e non pagati.

Oggi la barca è bloccata, ormeggiata a un molo del porto. Se entro il 2 giugno la Nca non riceverà il saldo potrebbe mettere all’asta lo yacht in modo da recuperare la somma. De Benedetti acquistò l’imbarcazione nel 2004 da Flavio Briatore, cambiandole nome da Lady in Blue a Sirahmy e modificando gli interni.

Secondo fonti vicine ai De Benedetti si sta negoziando e “il contenzioso, che riguarda i tempi di consegna, è in via di risoluzione”. Tommaso Bertuccelli, l’avvocato di Nca, specifica però che lo yacht è sotto sequestro “da metà aprile quando, in assenza dei pagamenti dei lavori, il cantiere si è cautelato ottenendone il sequestro”. Poi, il 29 aprile, su richiesta di Nca, il tribunale “ha emesso un decreto ingiuntivo esecutivo per la stessa somma dei lavori di restauro da versare ai cantieri, anche valutando che il comandante dello yacht ha firmato carte che attestano le vari lavorazioni fatte a bordo”.

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