I matrimoni forzati diventano reato. L’Aula della Camera ha approvato un emendamento di Mara Carfagna (Fi) al ddl Codice rosso in base al quale “chiunque induce taluno a contrarre matrimonio o unione civile mediante violenza, minaccia, approfittamento di una situazione di inferiorità fisica o psichica ovvero mediante persuasione fondata su precetti religiosi è punito con la reclusione da uno a cinque anni”. Fino a questo momento le nozze forzate erano considerate maltrattamenti e punite secondo l’articolo 572 del codice penale (da 2 a 6 anni di carcere). In Italia non esistono dati ufficiali sui matrimoni forzati e i centri che aiutano le ragazze in fuga sono spesso abbandonati dalle istituzioni (leggi qui il reportage di Fq MillenniuM).

La norma introdotta oggi nel disegno di legge prevede che il delitto sia punibile “anche se è commesso all’estero in danno di un cittadino o di uno straniero legalmente residente in Italia al momento del fatto”. Inoltre, il reato si applica anche a “chiunque con artifizi e raggiri, violenza o minaccia ovvero mediante persuasione fondata su precetti religiosi induce taluno a recarsi all’estero allo scopo di costringerlo a contrarre matrimonio o unione civile, anche se il matrimonio o l’unione civile non è contratto”.

La pena è, inoltre, aumentata con la reclusione da due a sei anni in caso di induzione al matrimonio di persona minorenne, ed aggravata della metà se la condotta è messa in atto “in danno di una persona che, al momento del fatto, non ha compiuto gli anni quattordici; dall’ascendente, dal genitore, anche adottivo, o dal di lui convivente, dal tutore ovvero da altra persona cui, per ragioni di cura, di educazione, di istruzione, di vigilanza o di custodia, il minore è affidato o che abbia con quest’ultimo una relazione di convivenza”.

La deputata azzurra Carfagna era già stata autrice di una proposta di legge in proposito, ma fino a questo momento il Parlamento non era intervenuto. Un provvedimento simile ha appena iniziato il suo iter a Palazzo Madama in commissione Giustizia. “Oggi è una bella giornata, esprimo grande soddisfazione e ringrazio il governo per aver dimostrato sensibilità su questi temi”, ha detto la Carfagna a Lapresse. “In questo modo”, ha detto, “offriamo alle giovani immigrate, che scelgono di aderire al nostro sistema di valori e rispettare le nostre leggi, di avere uno strumento in più per potersi difendere da quegli atti di costrizione che sono intollerabili per un Paese civile”.

Il ddl Codice rosso è in discussione a Montecitorio in queste ore e va verso la prima approvazione. Ieri l’Aula ha votato all’unanimità l’emendamento che istituisce il revenge porn come reato e la Lega ha deciso di ritirare il suo sulla castrazione per gli stupratori.

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Articolo Precedente

Carceri, in Italia quasi 20mila detenuti in attesa di sentenza definitiva e la metà di loro aspetta ancora il primo processo

prev
Articolo Successivo

Codice rosso, Camera approva: 380 sì. Nessun contrario, astenuti solo Pd e Leu. Odg su castrazione divide Lega e M5s

next