Apple e la Stanford University School of Medicine hanno pubblicato i risultati aggiornati della ricerca Apple Heart Study in corso dal 2017, e che ha coinvolto diverse versioni dello smartwatch Apple Watch. Sotto la lente d’ingrandimento è da sempre l’affidabilità dell’app che utilizza i dati di un sensore di pulsazioni per identificare la fibrillazione atriale.

Quello che è emerso al termine del periodo di test è che solo lo 0,5 percento degli oltre 400mila partecipanti ha ricevuto notifiche di irregolarità nella frequenza cardiaca. Dato che questa anomalia può essere associata a ictus e a insufficienza cardiaca, era di particolare importanza non scatenare panico nei pazienti e non far impennare inutilmente il numero di esami prescritti.

I pazienti che hanno ricevuto le notifiche sono stati sottoposti ad elettrocardiogramma mediante un cerotto ECG. Dal confronto è emerso che l’algoritmo Apple ha un valore predittivo positivo pari al 71%. Un terzo (34%) dei partecipanti che ha ricevuto la notifica dallo smartwatch ed è stato poi sottoposto a esame approfondito usando un cerotto ECG, ha riscontrato fibrillazione atriale. Il 57% di coloro che hanno ricevuto notifiche è ricorso al medico per chiedere esami approfonditi.

Ricordiamo che nello studio era inclusi gli Apple Watch 1, 2 e 3. L’Apple Watch 4 ne era escluso perché messo in commercio a studio già avvitato. È doveroso sottolineare che le informazioni rilevate con lo smartwatch non sostituiscono gli strumenti medici e una diagnosi clinica specializzata. Possono essere un punto da cui partire per andare dal medico e chiedere indagini più approfondite. I ricercatori hanno partecipato allo studio (totalmente finanziato da Apple) per verificare in maniera obiettiva quali siano le potenzialità degli smartwatch, non con l’idea di impiegarli per fare diagnosi.

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