Migranti? Ci dicono che siamo cattivi cristiani. Però bisognerebbe anche guardare un po’ il catechismo. C’è un passaggio da tener conto: ‘ama il prossimo tuo’, cioè quello in tua prossimità. Quindi, prima di tutto cerchiamo di far star bene le nostre comunità”. Così il ministro della Famiglia e delle Disabilità, Lorenzo Fontana, spiega la politica migratoria della Lega, nel corso di una iniziativa elettorale leghista a Pisa.
Fontana cita la copertina di “Famiglia Cristiana” dedicata a Matteo Salvini (“Vade retro Salvini”) e aggiunge: “Se io amo le persone che arrivano dall’altra parte del mondo, però poi mi dimentico del disabile o della persona in difficoltà o del vicino di casa, sono un ipocrita. Quindi, come ha detto sempre Salvini, vanno aiutate le persone che effettivamente scappano dalla guerra, in particolar modo le donne e i bambini. Per quelle persone, grazie anche alle associazioni umanitarie, massima accoglienza e massimo aiuto. Ma quelli che vengono usati nella tratta degli schiavi vanno aiutati in un solo modo: bloccare la tratta degli schiavi e aiutarli sui loro territori”.

Il politico leghista, poi, si rivolge al pubblico: “Immagino che, come me, voi tutti vediate ogni tanto anche le pubblicità che mostrano chi veramente muore di fame in Africa. E vedete che non sono quelli che arrivano qui. Quindi, ama il prossimo tuo, quello nella tua prossimità. Se abbiamo 4-5 milioni di poveri, non possiamo andare a occuparci dei poveri del resto del mondo, perché chi governa ha innanzitutto il dovere di far stare bene la comunità che, appunto, governa. Poi ovviamente, se tutti stanno bene e sono stati messi nelle condizioni di vivere bene, allora si aiuta soprattutto chi ha bisogno. Ma quando c’è qualcosa di strano dietro, bisogna stare attenti, perché, invece di aiutare, possiamo magari fare un danno sia a noi, sia a loro”.

Nel corso del suo intervento, il ministro definisce più volte la Lega “il partito che ama” e puntualizza: “La nostra azione politica si basa sul buon senso. Ho sempre pensato che quello che dovevamo fare era quello che avrebbe dovuto fare un buon padre o una buona madre di famiglia. E penso che non esista nessun buon padre di famiglia che voglia che il figlio si droghi. A livello governativo abbiamo proprio cercato di mettere al centro il buon senso e l’atteggiamento che avrebbe avuto un buon padre di famiglia”.
Cita, quindi, Quota 100 (“grazie a Matteo Salvini tanti si possono finalmente godere una meritata pensione con qualche anno di anticipo”) e ribadisce: “Noi siamo i buoni. Qua c’è un mondo alla rovescia. Se diciamo che un bimbo ha diritto ad avere una mamma e un papà, siamo cattivi. Ma come? E’ sempre stato così. Noi siamo il partito che ama”.

Articolo Precedente

Giuseppe Conte: “Il governo va avanti anche dopo le Europee, niente manovra correttiva. E nemmeno patrimoniale”

next
Articolo Successivo

Sanità, ieri eravamo a Roma per dire no all’autonomia regionale. Ma la Grillo non si è presentata

next