Sembra un cerotto comune, morbido, flessibile e piuttosto compatto. In realtà è un dispositivo capace di analizzare i biomarcatori chiave relativi alla salute fisiologica, all’equilibrio elettrolitico e allo stato di idratazione di una persona. È stato realizzato dai ricercatori della Northwestern University di Chicago, nello Stato dell’Illinois, e costituisce un notevole passo avanti per i sensori indossabili, perché non ha bisogno di una batteria.

Attualmente, la maggior parte dei sensori indossabili per diagnosi e rilevamenti biochimici è alimentato a batteria. Questo rende i cerotti poco flessibili, quindi scomodi da indossare per attività di monitoraggio continuo. I ricercatori della Northwestern University, e in particolare il chimico, fisico e scienziato dei materiali John Rogers (a capo della ricerca), hanno risolto il problema ricavando l’energia elettrica di cui il dispositivo necessita dalle onde elettromagnetiche circostanti: smartphone, Wi-Fi, Bluetooth e onde radio in generale.

La trasmissione dei dati registrati è invece affidata alla tecnologia di comunicazione NFC (Near-Field Communications), che permette la connettività senza fili a corto raggio (pochi centimetri). Sia l’alimentazione mediante onde radio, sia la trasmissione dati via NFC non sono novità assolute nel campo dell’elettronica, di recente vengono sfruttate in moltissime ricerche. In questo caso specifico riguardano un dispositivo medico.

A che cosa serve questo cerotto? Raccoglie il sudore e lo analizza. Il professor Rogers spiega che il cerotto consiste in “un laboratorio di analisi microfluidica sottile e morbido, che si attacca sulla superficie della pelle. Cattura quantità minime di sudore e ne analizza i biomarcatori chiave relativi alla salute fisiologica, all’equilibrio elettrolitico e allo stato di idratazione”. Il funzionamento è affascinante, considerato che parliamo di un prodotto morbido e poco invasivo: il sudore viene raccolto attraverso piccoli fori simili a pori, quindi incanalato in minuscole camere di raccolta. Ogni camera effettua un’analisi differente. Opera in tempo reale, e nel modello specifico che è stato realizzato fornisce informazioni sulla perdita di sudore e sulla velocità a cui avviene, sui livelli di pH ed elettroliti e sui livelli di glucosio e lattato“.

 

A differenza di molte ricerche universitarie, questa ha già portato a un prodotto commerciale, tramite la startup Epicore. Il primo cliente ad adottare la tecnologia è stata L’Oreal, per un rilevatore di pH della pelle che è stato mostrato al recente Consumer Electronic Show di Las Vegas. Nelle prossime settimane sarà annunciata un’altra applicazione, orientata allo sport, che permetterà agli atleti di vedere come reagiscono i loro corpi nel corso di una competizione.

A lungo termine, il professor Rogers prevede importanti applicazioni mediche: “in tempi leggermente più lunghi, stiamo sviluppando queste piattaforme come strumenti diagnostici per la fibrosi cistica e per le malattie renali“.

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