Il presidente del Brasile, Michel Temer, ha firmato oggi il decreto di estradizione per Cesare Battisti, dopo che Luiz Fux, magistrato del Supremo Tribunale Federale (Stf), ha ordinato giovedì l’arresto dell’ex terrorista, lasciando al capo dello Stato la responsabilità di decidere sulla sua consegna alla giustizia italiana, per scontare l’ergastolo al quale è stato condannato per la sua partecipazione in quattro omicidi. Battisti tuttavia è al momento latitante.

A Temer è giunto un messaggio di ringraziamento da parte del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella: “Il gesto da lei compiuto costituisce una testimonianza significativa dell’antica e solida amicizia tra il Brasile e l’Italia e testimonia la sensibilità in relazione a una vicenda complessa e delicata, che suscita sentimenti di intensa partecipazione nell’opinione pubblica del nostro Paese. Apprezzo molto la determinazione della Sua decisione, che contribuisce a rendere giustizia alle vittime e all’Italia”, ha scritto il capo dello Stato.

In base alla decisione di Temer, che ha effetto immediato e sarà pubblicata in una edizione speciale della Gazzetta Ufficiale, il ministero della Giustizia brasiliano può dare inizio alle pratiche necessarie per l’estradizione di Battisti, che però – come spiegato dal suo legale – “è sparito da ieri”. Grace Mendonca, responsabile della Avvocatura Generale dello Stato, ha detto alla Folha de Sao Paulo che “il presidente ha considerato che era giunto il momento di firmare (il decreto di estradizione), giacché dopo la decisione del giudice del Stf non esistono più ostacoli”, aggiungendo che “tocca ora alle forze di sicurezza localizzare ed arrestare” Battisti.

Gli avvocati dell’ex terrorista hanno presentato nel frattempo un ricorso al Stf contro la decisione del giudice Fux, chiedendo che si sospenda almeno l’ordine di arresto fino a quando l’Alta corte non avrà esaminato il caso nella sua ultima sessione plenaria prima della pausa estiva, prevista per il prossimo 19 dicembre. “Non ho avuto accesso alla decisione del giudice, l’ho saputo dai media, non posso commentare”, ha detto all’Ansa l’avvocato dell’ex terrorista, Igor Tamasauskas, rispondendo ad una domanda sulla decisione del magistrato.

Secondo alcuni vicini di casa, citati dai media locali, nel frattempo, Cesare Battisti non si troverebbe più nella sua residenza di Cananeia. “È da novembre che non lo vediamo”, ha riferito un residente all’inviata della TV Globo. Una notizia confermata anche dallo stesso legale che, sentito dall’Ansa, ha dichiarato di “non sapere dove si trovi il suo cliente” e che sta cercando di mettersi in contatto con lui da giovedì. “L’ultimo contatto che ho avuto con lui è stato all’inizio di dicembre. Per la soprintendenza della polizia federale di San Paolo, Battisti di trova “luogo sconosciuto”. Secondo un amico, intercettato dal quotidiano Folha Magno de Carvalho, l’ex terrorista sarebbe a “Rio, per parlare con l’editore del libro che stava scrivendo”.

“Aspetto il momento in cui scenderà dall’aereo e andrà in carcere: solo a quel punto dirò: è finita”. Alberto Torregiani, figlio di Pierluigi, il gioielliere ucciso nel 1979 da un commando dei Proletari Armati per il Comunismo e rimasto a sua volta gravemente ferito nell’agguato, commenta così la richiesta di arresto dell’ex terrorista da parte della Corte suprema brasiliana.
“Tante volte sembrava che fossimo arrivati all’obiettivo – continua Torregiani – e poi invece non è avvenuto nulla”. Poi l’affondo dopo il decreto di estradizione e l’irreperibilità dell’ex terrorista: “Si è reso irreperibile non so quante volte. Possibile che quando è stato chiesto il suo arresto non si potesse mettere un agente davanti alla sua porta per controllarlo? Dovevo sorvegliarlo io?”, ha detto all’Ansa. Sulla stessa linea anche da Lorenzo Conti, figlio dell’ex sindaco di Firenze Lando: “Fino a quando non lo vedrò in Italia non ci crederò”.

Sulle notizie che giungono dal Brasile si è espresso anche Matteo Salvini: “Un ergastolano che si gode la vita, sulle spiagge del Brasile, alla faccia delle vittime, mi fa imbestialire! Renderò grande merito al presidente Bolsonaro se aiuterà l’Italia ad avere giustizia, “regalando” a Battisti un futuro nelle patrie galere“. “Se serve – continua il capo del Viminale – prendo il primo volo per riportare finalmente in Italia un delinquente condannato all’ergastolo”. Reazione anche da parte del Guardasigilli Alfonso Bonafede: “Sono state accolte le nostre richieste di rigettare il suo reclamo. Ma saremo soddisfatti solo quando Battisti sarà estradato in Italia”.

Dopo aver lasciato la Francia nel 2004 – doveva aveva vissuto dagli anni ottanta, protetto dalla “dottrina Mitterand” – Battisti è stato arrestato nel 2007. Nel 2009 ricevette lo status di rifugiato politico dall’allora ministro della Giustizia Tarso Genro. Attualmente risiede a Caneneia, sulla costa dello stato di San Paolo. Nell’ottobre dell’anno scorso era stato arrestato a Corumbà, nello stato di Mato Grosso del Sud, mentre, secondo l’accusa, tentava di attraversare il confine boliviano con 6 mila dollari e 1.300 euro non dichiarati. Liberato dopo tre giorni, è rimasto comunque sotto processo per esportazione illegale di valuta.