Prima l’incendio di un’autocisterna piena di liquido infiammabile durante le operazioni di scarico del Gpl. Poi l’esplosione, improvvisa, prima che i vigili del fuoco iniziassero ad arginare le fiamme ma quando la prima squadra era già arrivata sul posto, allertata da un collega fuori servizio che passava in zona e si era accorto di quanto stava accadendo. È questa la prima ricostruzione dell’incidente che si è verificato attorno alle 14 di mercoledì 5 dicembre in un distributore di carburante della Ip sulla via Salaria, in prossimità di Borgo Quinzio, nel Reatino. La deflagrazione ha provocato 2 morti e 17 feriti.

Le vittime erano un vigile del fuoco in servizio nel distaccamento di Poggio Mirteto e un uomo che si trovava nei pressi del distributore. L’esplosione è stata talmente violenta che il mezzo pesante e un pompiere sono stati sbalzati per una decina di metri finendo in una strada adiacente al distributore e colpendo due automobili. Una delle vittime è stata trovata morta all’interno di una di queste vetture, travolta dalle fiamme. Il vigile, Stefano Colasanti, non era in servizio ma si era fermato per dare una mano e chiamare i soccorsi mentre andava a lavoro a Roma. Ad identificarlo il fratello, un poliziotto intervenuto sul posto. La seconda vittima della deflagrazione, invece, si era fermata con la sua auto in una via a pochi metri dalla stazione di servizio perché incuriosita dall’incendio. Appena ieri in occasione dei festeggiamenti di Santa Barbara presso la caserma di Rieti, Colasanti, che era nel corpo da 21 anni, aveva preso parte a un’esercitazione che simulava una deflagrazione di una cisterna Gpl. “Lui faceva il morto durante la simulazione dei soccorsi per l’esplosione di una cisterna di Gpl”, hanno raccontato i colleghi trattenendo le lacrime.

Diciassette in tutto le persone rimaste ferite, tra cui due soccorritori del 118 che hanno riportato ustioni al volto. Sei di queste gravi. Secondo quanto riferito dai soccorritori di Ares 118 “le persone ricoverate hanno tutte riportato ustioni e traumi da scoppio (fratture e contusioni). 3 sono state trasportate in codice rosso e 14 in codice giallo”. I feriti, si legge in una nota della Regione, sono stati distribuiti tra gli ospedali Sant’Andrea, Sant’Eugenio, Gemelli, Monterotondo e De Lellis. Alcuni testimoni hanno spiegato di aver udito diverse esplosioni dopo la prima: “Il boato si è sentito a chilometri di distanza – hanno raccontato – Sembrava un terremoto“. La Salaria è stata chiusa e il traffico deviato sulla vecchia statale.

Per fronteggiare l’emergenza, la Regione Lazio ha attivato il piano del maxi afflusso feriti. Sul posto sono intervenuti 8 mezzi del 118 tra ambulanze e automediche e 3 elicotteri per il trasporto dei feriti. “È stato anche allertato il Centro grandi ustioni del Sant’Eugenio e i Dea di II livello a Roma”, ha spiegato l’assessore regionale alla Sanità, Alessio D’Amato, annunciando di aver “istituito l’Unità di Crisi presso l’Ares 118 di Roma”.

Le fiamme, intanto, sono state domate facendo rientrare l’allarme. Le operazioni di bonifica dell’area andranno avanti per tutta la notte, con il sindaco Davide Basilicata che ha predisposto una zona rossa in attesa dei risultati e delle comunicazioni dei pompieri per un’eventuale, ma improbabile, evacuazione.  “I vigili del fuoco stanno mettendo in sicurezza l’area e la cisterna, raffreddandola”, ha detto il questore di Rieti, Antonio Mannoni. Domani mattina, invece, riprenderanno i rilievi tecnici. Sul posto, oltre ai vigili del fuoco, anche carabinieri, polizia, Croce Rossa e Protezione Civile.  Intanto la procura della Repubblica di Rieti ha aperto un fascicolo d’inchiesta che è stato assegnato al pm Cusano e ai sostituti Maruotti e Francia.

Il cordoglio dei politici – Da Salvini a Zingaretti fino al presidente della Repubblica, in molti hanno espresso la loro vicinanza alle famiglie delle vittime. “Seguiamo con grande apprensione l’evolversi della situazione e siamo costantemente in contatto con le autorità e con i soccorritori che sono intervenuti immediatamente sul posto e che voglio ringraziare per il loro grande coraggio”, ha scritto in una nota il presidente della regione Lazio, Nicola Zingaretti. “Da ministro faccio e farò di tutto per tutelare le donne e gli uomini che lavorano per la sicurezza degli italiani, migliorando le condizioni lavorative e aumentando il personale”, ha affermato invece il titolare del Viminale, Matteo Salvini. “Mi dispiace molto di questa tragedia, mi stanno costantemente aggiornando sui soccorsi”, ha commentato il premier Giuseppe Conte. Infine anche il Capo dello Stato è intervenuto. “Alle famiglie delle vittime va il mio sentito cordoglio e ai feriti gli auguri di pronta guarigione”, ha detto Sergio Mattarella che ha inviato anche un messaggio al Capo Dipartimento dei Vigili del Fuoco, il prefetto Bruno Frattasi, esprimendo vicinanza per la scomparsa del vigile Stefano Colasanti.

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