Un attacco informatico contro l’Opac, l’Agenzia per la proibizione della armi chimiche, che ha sede all’Aja. E’ l’accusa che l’Olanda rivolge alla Russia. Motivo per il quale, ha reso noto ministra della Difesa Ank Bijleveld, i Paesi Bassi ad aprile hanno espulso quattro cittadini russi identificati come agenti dei servizi segreti. L’agenzia è stata coinvolta di recente anche nelle analisi relative all’attacco all’ex spia russa nel Regno Unito Sergei Skripal, così come ha indagato su presunti attacchi chimici commessi in Siria dal governo di Bashar Al Assad. Il ministero degli Esteri olandese, riporta la Tass, ha convocato l’ambasciatore russo nei Paesi Bassi e inviato presso l’Opac Alexander Shulgin per fornire spiegazioni.

Secondo le accuse, l’operazione informatica sarebbe stata messa a segno dall’intelligence militare russa, il Gru. I russi avevano allestito un’auto piena di attrezzatura elettronica nel parcheggio di un albergo, vicino alla sede dell’Opac, nel tentativo di hackerare il suo sistema informatico, ha spiegato il ministro. “Il governo olandese ritiene il coinvolgimento di questi agenti d’intelligence estremamente preoccupante“, ha dichiarato Bijleveld. “Normalmente non riveliamo questo tipo di operazioni di controspionaggio”, ha anche sottolineato.

I quattro sospettati avevano passaporti diplomatici e tra loro c’era un esperto di informatica. Il gruppo avrebbe anche tentato un’operazione di spionaggio informatico sui file delle indagini relative all’aereo della Malaysian Airlines Mh17, abbattuto in Ucraina nel 2014 mentre volava lungo la rotta Amsterdam-Kuala Lumpur.

Il Regno Unito ha collaborato con l’Olanda per sventare l’hackeraggio e i due Paesi rivendicano in una nota congiunta dei primi ministri Mark Rutte e Theresa May “le operazioni rese note oggi” contro quelle che vengono definite “le inaccettabili cyber-attività del Gru, l’intelligence militare russa”. Queste operazioni – affermano Rutte e May in una dichiarazione diffusa da Downing Street – “gettano ulteriore luce” sul comportamento di Mosca.

Secondo i due premier, “il tentativo di accesso ai sistemi di sicurezza dell’Opac, un’organizzazione che lavora per liberare il mondo dalle armi chimiche, dimostra il disprezzo del Gru per i valori globali e le regole che garantiscono la nostra sicurezza“. L’operazione sfociata nell’espulsione in aprile di quattro russi da parte dei servizi olandesi rappresenta – proseguono i due leader – “un messaggio chiaro da parte della comunità internazionale: che noi intendiamo garantire il rispetto delle regole e difendere le istituzioni internazionali da coloro che cercano di danneggiarle”.

“L’Olanda ha informato i ministri della Difesa della Nato sul cyberattacco agli uffici dell’Opac – ha commentato il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg – L’operazione è stata effettuata dal Gru. Londra ha identificato il Gru come dietro ad una serie di altri attacchi informatici in tutto il mondo”. “La Russia deve mettere fine al suo comportamento sconsiderato, all’uso della forza contro i vicini, ai tentativi di interferire nelle elezioni e le campagne di disinformazione”, ha proseguito il segretario dell’Alleanza atlantica.

Nelle stesse ore in cui in Europa deflagrava il caso, negli Stati Uniti Il Dipartimento di Giustizia ha annunciato l’incriminazione di 7 agenti russi del Gru per gli attacchi informatici nei confronti dell’Agenzia mondiale antidoping (Wada). In particolare le azioni avrebbero portato alla diffusione dei dati relativi ad alcuni atleti, anche di primissimo piano, per minare l’azione di contrasto al programma di doping sistematico attuato da Mosca. “La Russia dovrà renderne conto”, ha commentato il segretario della Difesa James Mattis.

E anche il Canada punta il dito contro Mosca: “Il governo afferma con grande sicurezza che il braccio d’intelligence militare russo Gru è stato responsabile” di attacchi informatici contro il suo Centro per l’etica nello sport e Agenzia mondiale antidoping di Montreal, si legge in un comunicato del ministero degli Esteri.

Il primo commento da Mosca arriva diverse ore dopo la notizia delle quattro espulsioni. “La mania per lo spionaggio degli Occidentali aumenta”, si legge in una nota del ministero degli Affari esteri. Nel comunicato viene anche annunciato che seguirà un “commento ufficiale”.

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