Ad un anno dall’alluvione che ha colpito Livorno la notte tra il 9 e il 10 settembre 2017 causando otto morti e diversi danni ai cittadini, i cittadini dei quartieri alluvionati hanno costituito un comitato unitario che ora è deciso ad intraprendere un’azione legale collettiva che servirà ad ottenere eventuali risarcimenti da tutti gli enti preposti che dovessero risultare colpevoli di non aver vigilato e salvaguardato adeguatamente il territorio livornese, i beni privati e le vite umane: “Una volta che abbiamo capito che le cose sono accadute per mancanza di qualcuno che era competente, allora abbiamo l’opportunità e forse anche il dovere di essere risarciti – spiega l’avvocato Gilberto Giusti, che con il suo studio si è già occupato di casi simili a quello di Livorno –  perché i cittadini sono i fruitori del territorio e le autorità competenti hanno il dovere di tenerlo in ordine e di tutelare i beni e la salute dei cittadini stessi”.

Ma il Comitato degli alluvionati ha anche un’ambizione più ampia, quella di essere una sorte di “vigilanti del territorio”: “A 360 gradi – spiega il presidente Stefano Filippi – Non solo per eventi alluvionali ma anche per quanto riguarda l’inquinamento delle acque, dei possibili incidenti di aziende a rischio elevato, incendi e tutto quello che può generare delle problematiche di sicurezza legate al territorio”.

Alla buona volontà si aggiungono anche i soldi raccolti con la beneficenza. Le Brigate di Solidarietà Attiva, che agiscono su tutto il territorio nazionale, che fin da subito hanno portato aiuto alla popolazione, hanno deciso  insieme ai comitati dei cittadini di destinare i fondi da loro raccolti anche per l’installazione di pluviometri e idrometri da mettere a disposizione degli enti competenti. “Il nostro è solo un sistema limitato, prototipale e provocatorio – dice Andrea Apostolo – ma sicuramente con un sistema del genere quantomeno il preavviso necessario alle persone che sono state alluvionate sarebbe arrivato”.