“Vogliamo recuperare i nostri ricordi, mettete in sicurezza il ponte e fateci sgomberare le nostre cose prima di buttarlo giù” è questa la richiesta più ricorrente tra gli oltre 500 partecipanti, nel pomeriggio di ieri, all’assemblea degli sfollati che si è tenuta al campo da calcio della parrocchia di Certosa, a pochi passi dal blocco di via Fillak che impedisce agli abitanti scampati al dramma del 14 agosto di rientrare nelle proprie case.

Presenti all’incontro anche le istituzioni locali (gli assessori Fassio e Piocicchi per il Comune, Cavo e Scajola per la Regione): “È solo un primo passo di quella che sarà una lunga maratona” chiarisce Franco Ravera, tra i fondatori del comitato di via Porro, nato proprio per denunciare con tanto di documentazione fotografica lo stato di degrado del viadotto.

Questi cittadini attivi, che in questi giorni hanno saputo creare una vera e propria comunità tra i circa 250 nuclei familiari evacuati, non hanno mai smesso di far sentire la loro voce e denunciare una situazione la cui gravità, evidentemente, in troppi avevano preferito sottovalutare.

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