“Il ministro dell’Interno, che parla di ‘palestrati’, dovrebbe venire qui, salire a bordo, interrompere le sue vacanze, misurare il grado muscolare di questi migranti e farsi raccontare le loro storie: parlare con una ragazza che gli racconterebbe, mostrandogli le ferite, di due anni trascorsi a essere venduta da un clan all’altro in Libia, e naturalmente violentata a ogni passaggio di proprietà fino a quando ha ottenuto i soldi necessari per potersi pagare il viaggio, più di ottomila euro; parlare con gli altri che hanno storie simili: mesi, a volte anni, trascorsi in condizione di autentica schiavitù in Libia e provare a capire quale sia il senso di questa segregazione”.

L’ha detto parlando con i giornalisti a Catania, al termine di una sua visita ai migranti a bordo della Diciotti, il presidente della Commissione regionale antimafia Claudio Fava. Il parlamentare, è salito a bordo poco prima di una delegazione del Garante nazionale dei Detenuti, composta da Daniela De Robert, Elena Adamoli e Fabrizio Leonardi.

Intanto, nel molo di Levante, continua la protesta di sigle, partiti e associazioni che, questa mattina, hanno provato ad avanzare in modo ordinato verso il posto di contenimento creato dalle forze dell’ordine. In alcuni momenti la tensione è aumentata ma non ci sono stati scontri; i manifestanti hanno intonato cori e chiesto “libertà” per i circa 150 migranti a bordi della Diciotti.

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