“Non vogliamo essere serviti da quello lì” hanno detto a un barista di Cala Gonone, una delle più spettacolari località balneari della Sardegna. E “quello lì” è Mamadou Niang, ragazzo 18enne di origine senegalese, che vive e lavora come cameriere in quel locale sulla costa di Dorgali (in provincia di Nuoro). Così il titolare, Dionigio Mereu Fronteddu, ha invitato 4 quattro giovani clienti, sardi anche loro, a lasciare il locale. “Non volevo crederci” ha dichiarato ad una emittente sarda: “Qui non facciamo distinzione in base al colore della pelle”.

Ma Fronteddu non è stato il solo a schierarsi in difesa di Mamadou. Anzi, gran parte del paese ha reagito e il 18enne ha voluto ringraziare i compaesani su facebook per “la solidarietà mostrata”: “Questo fatto non cambierà nulla di me sarò sempre lo stesso e non cambierò mai”.

Le istituzioni hanno sostenuto questa difesa nei confronti del giovane. “Da Dorgali una lezione di civiltà che è un esempio per tutti” scrive il presidente della Regione Sardegna Francesco Pigliaru (Pd). La sindaca di Dorgali Maria Itria Fancello (M5s) sottolinea che questo episodio conferma che il suo non “è decisamente un Comune razzista: abbiamo sempre accolto gli stranieri che arrivano qui per lavoro o per vacanza”. “Quello tenuto dai questi ragazzi non è un comportamento che ci appartiene” aggiunge la Fancello parlando con l’agenzia Ansa. “Non erano mai accadute cose di questo genere – prosegue – ci cono tanti nordafricani e stranieri che lavorano a Cala Gonone e non si erano mai registrati episodi di questo genere. Probabilmente chi ha detto di non voler essere servito da quel cameriere non abita nel nostro territorio questo ci consola ma non ci fa piacere. Hanno avuto un comportamento stupido. Sicuramente nei prossimi giorni andrò a trovare il ragazzo senegalese per salutarlo e parlare con lui”.