Era l’unico Paese al mondo dove le donne non potevano guidare. Poi, dopo la decisione del principe ereditario Mohammed Bin Salman annunciata nel settembre 2017, l’Arabia Saudita aveva iniziato a prepararsi a questo cambiamento epocale. E ora sta diventando realtà: la revoca del divieto entrerà ufficialmente in vigore il 24 giugno, ma le prime dieci donne nella storia del Paese arabo hanno ricevuto la patente di guida. Una conquista, quella del diritto di guidare, celebrata pochi giorni fa anche dalla versione araba della celebre rivista di moda Vogue. Nella copertina del numero di giugno, infatti, è ritratta la principessa Hayfa bint Abdullah al Saud, una delle figlie del defunto re Abdullah, al volante di un’auto decapottabile nel deserto mentre indossa i tacchi alti.

La copertina ha generato una bufera di polemiche perché, nonostante l’obiettivo di Vogue Arabia fosse quello di festeggiare la revoca al divieto di guida per le donne, nel Paese l’allarme per il mancato rispetto dei diritti umani rimane altissimo. Nel mese di maggio, denuncia Amnesty International, sono 11 gli attivisti (soprattutto donne) finiti in carcere con l’accusa di “tradimento”. Fra loro Loujain al-Hathloul, nota per il suo impegno nella difesa dei diritti delle donne.

Intanto il principe ereditario Mohammed Bin Salman continua nel suo programma di riforme avviato lo scorso anno. Dopo il via libera alla patente di guida (ben accolto da società come Uber, che hanno iniziato a reclutarle come autiste), alle donne è stato concesso di entrare negli stadi e di diventare imprenditrici (senza il consenso di un uomo di famiglia) o investigatrici.