L’Italia vive una delle crisi istituzionali più gravi degli ultimi decenni. La più grande forza politica del Paese, il Movimento 5 stelle, chiede l’impeachment per Sergio Mattarella. E la 18esima legislatura rischia di essere la più breve della storia repubblicana. Un clima complicato – fatto di inediti attacchi al capo dello Stato e all’istituzione che rappresenta – in cui non poteva che spuntare uno dei temi più contesi del dibattito costituzionale italiano. Il presidenzialismo.

La proposta è arrivata da Matteo Salvini, in diretta video su Facebook: “La Lega raccoglierà le firme su una proposta di legge per un Presidente della Repubblica eletto direttamente dai cittadini, in modo che possa rispondere direttamente ai cittadini del suo operato”, ha dichiarato il leader del Carroccio. Della stessa linea è Giorgia Meloni, che ha annunciato banchetti di Fratelli d’Italia in tutto il Paese per far firmare una petizione (anche online) per il presidenzialismo. “La più grande riforma che possiamo fare è l’elezione diretta del capo dello Stato. Perché se il capo dello Stato vuole scegliere i ministri lo devono votare gli italiani”, ha spiegato Meloni.

Considerato il Sacro Graal della destra italiana, il presidenzialismo è una forma di governo in cui il potere esecutivo è nelle mani del Presidente (eletto dai cittadini), che è sia il capo dello Stato sia il capo del governo. Il caso più emblematico è quello degli Stati Uniti, dove l’inquilino della Casa Bianca amministra il Paese per 4 anni, comanda le forze armate e può essere rimosso solo in caso di impeachment. In Italia l’ipotesi di rivedere la Costituzione per introdurre una forma di presidenzialismo è stata paventata più volte. Ad andarci più vicino di tutti è stato Silvio Berlusconi, con la riforma costituzionale del 2006 che mirava a creare una sorta di “premierato forte” con molti più poteri rispetto a oggi. Ma il progetto fu bocciato dai cittadini con il referendum del 25 e 26 giugno 2006.

La rinnovata proposta di Salvini e Meloni è stata accolta dal giurista Giovanni Guzzetta, da sempre sostenitore del presidenzialismo: “Adesso è il momento della verità per tutti coloro che sinora si sono pronunciati per una riforma improrogabile delle istituzioni”, ha dichiarato Guzzetta, che è anche a capo dell’associazione Nuova Repubblica – Eleggiamo il Presidente. “L’Italia ha la possibilità di dare soluzione ad una crisi istituzionale che ormai dura da decenni, e che ha visto gli ultimi presidenti della Repubblica svolgere un ruolo di supplenza rispetto ad un parlamentarismo in agonia. Se non ora quando?”, si chiede il giurista. Che conclude: “Adesso, però, è essenziale che un pronunciamento popolare dia un mandato forte al Parlamento. Troppe volte è successo che la fanfara delle riforme si sia arenata nella convenienze della contingenza politica. Non si può fallire un’altra volta”.

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