“Nel mio primo tweet sull’intervista esclusiva a Oettinger ho sbagliato a scrivere il virgolettato del commissario. Ecco perché l’ho cancellato. Voleva essere un riassunto veloce della mia intervista. Mi scuso per la confusione. Per favore, leggete le frasi tradotte“. È l’ultimo tweet di Bernd Thomas Riegert, il giornalista di Deutsche Welle che ha intervistato il commissario Ue al bilancio Gunther Oettinger. Che, date le reazioni dei mercati con l’aumento dello spread, ha consigliato agli italiani di non votare per forze populiste di destra o di sinistra. Il tweet iniziale del giornalista era stato rilanciato anche dal commissario stesso e successivamente sostituito col virgolettato corretto. Ma le reazioni sul profilo di Riegert sono state centinaia anche da parte di utenti stranieri, che criticano le interferenze nella politica italiana.

“Non è un errore di citazione, è una tragedia”, commenta il giornalista francese Fabrice Pozzoli-Montenay, mentre l’inglese Margit scrive: “Dubito che questo (la correzione del virgolettato iniziale, ndr) possa cambiare qualcosa. L’atteggiamento arrogante e suprematista della Germania verso gli altri Stati membri è ovvio e ben documentato, e semplicemente Oettinger non è abbastanza dotato linguisticamente per nasconderlo“. In tanti attaccano la traduzione errata del giornalista, ma molti utenti aggiungono che le citazioni corrette non marcano una differenza sostanziale. Russels teapot, ad esempio, è convinto che la nuova traduzione “non faccia alcuna differenza. Quest’uomo dichiara che una decisione democratica delle persone è sbagliata, che sono dei deficienti a cui bisogna insegnare che si sbagliano e che devono tornare a votare. Questo disprezzo verso la democrazia e questa mancanza di rispetto nei confronti degli italiani è incredibile”. Per Phil “nessuno ha bisogno di fomentare l’euroscetticismo, sembra che si arrivi a questo obiettivo senza alcun aiuto esterno”. E Keep Talking Greece‏ osserva: “Il commissario tedesco Oettinger ‘insegna’ agli elettori europei cosa votare, e ammette che i mercati governano la democrazia”.

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