Un terremoto di magnitudo 6.9 ha colpito Big Island, l’isola maggiore delle Hawaii, dove negli ultimi giorni si sono susseguite centinaia di piccole scosse collegate all’attività del vulcano Kilauea. Dopo l’ultimo terremoto, registrato alle 12:32 ora locale (le 00:32 di sabato in Italia), la lava è arrivata vicino alle zone residenziali e ha costretto centinaia di persone a fuggire.

“E’ quasi esattamente la stessa posizione del mortale sisma del 1975 di magnitudo 7.1“, ha detto l’US Geological Survey in un tweet ricordando la scossa che all’epoca ha ucciso due persone e ferito 28. Secondo la portavoce dell’Osservatorio vulcanologico delle Hawaii, Janet Babb, i numerosi terremoti registrati finora sull’isola – incluso quello di magnitudo 6.9 – riflettono il movimento del vulcano che si adatta allo spostamento del magma.

 

L’area ospita circa 1.700 persone e 770 strutture, ma il distretto più ampio potenzialmente interessato dalla minaccia ospita circa 10mila persone. Non sono state segnalati feriti, ma diverse case sarebbero state distrutte o gravemente danneggiate, hanno riferito le autorità che hanno invitato tutti i residenti rimasti ad evacuare e hanno avvertito di livelli estremamente elevati di fumi tossici: “Anziani, giovani e persone con problemi respiratori devono rispettare l’ordine di evacuazione obbligatorio e lasciare l’area”, è la dichiarazione dell’ufficio del sindaco.

Il governatore David Ige ha detto che i residenti sono stati alloggiati nei centri della comunità fino a quando il pericolo di Kilauea, uno dei vulcani più attivi del mondo, sarà passato. Nella dichiarazione di emergenza firmata per liberare i fondi per i disastri nella Big Island, Ige ha notato che il flusso attuale è simile a un’eruzione del 1960 nell’area di Kapoho che “ha causato danni significativi”. Ige ha anche attivato le Guardia nazionale dello stato.