Stati Uniti, Cina, Arabia Saudita, India e Russia sono i paesi che in valore assoluto hanno investito di più in spese militari nel 2017. Ma Mosca, in realtà, le ha diminuite per la prima volta dal 1998, mentre negli Usa, che continuano a registrare il livello più elevato al mondo, sono rimaste stabili per il secondo anno consecutivo attestandosi a 610 miliardi di dollari. Pechino ha speso invece 228 miliardi di dollari, registrando così un incremento del 5,6%.

A tracciare il quadro è l’Istituto Internazionale di Stoccolma per le Ricerche sulla Pace (Sipri) che ha presentato oggi il suo ultimo rapporto, dal quale emerge che nel 2017 le spese militari complessive hanno toccato 1.739 miliardi di dollari nel 2017, in crescita dell’1,1% rispetto al 2016. Nell’Unione Europea è la Gran Bretagna a spendere di più, seguita da Francia, Germania ed Italia, che è al 12esimo posto. E quanto spendono Stati Uniti, Cina, Arabia Saudita, India e Russia – spiega il think tank nato nel 1966 e in parte finanziato dal governo svedese – rappresenta il 60% della spesa complessiva mondiale. Quei 1.739 miliardi di dollari rappresentano il 2,2% del pil mondiale e i dati del rapporto evidenziano come le spese militari siano aumentate per 13 anni consecutivamente tra il 1999 e il 2013 per poi registrare una sostanziale stabilità tra il 2013 e il 2016.

La classifica – Nella classifica mondiale al primo posto nel 2017 si collocano ancora gli Stati Uniti con spese militari pari a 610 miliardi di dollari. Nel dettaglio in Cina le spese militari sono aumentate del 5,6% a 228 miliardi di dollari nel 2017. La quota delle spese cinesi nelle spese militari a livello mondiale è passato dal 5,8% nel 2008 al 13% nel 2017. L’India, invece, ha speso 63,9 miliardi di dollari nel 2017 (+5,5% rispetto al 2016) mentre in Corea del Sud le spese ammontano a 39,2 (+1,7%). Con 66,3 miliardi di dollari spesi nel 2017 quelle della Russia sono inferiori del 20% rispetto al 2016. L’Arabia Saudita ha registrato spese in crescita del 9,2% attestandosi a 69,4 miliardi di dollari. Anche in Iran (+19%) e in Iraq (+22%) si sono registrati forti aumenti. L’Italia si colloca al dodicesimo posto (era all’undicesimo nel 2016) con 29,2 miliardi di dollari: rispetto al periodo 2008-17 si tratta di un calo del 17%.

“La persistenza elevata delle spese militari – sottolinea l’Ambasciatore Jan Eliasson, presidente del Cda di Sipri– è fonte di gravi preoccupazioni. Impedisce la ricerca di soluzioni pacifiche ai conflitti nel mondo”. L’aumento delle spese militari a livello mondiale, in questi anni, spiega Nan Tian, ricercatore Amex al Sipri, “è dovuto alla crescita sostanziale delle spese nei paesi dell’Asia, dell’Oceania e nel Medio Oriente“.

 

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