Albania e Macedonia vengono promosse da Bruxelles, che dà il suo via libera all’apertura dei negoziati di adesione. Lo hanno comunicato al Parlamento europeo l’Alto rappresentante dell’Ue, Federica Mogherini, e il commissario Ue all’Allargamento, Johannes Hahn. La decisione definitiva è ora attesa dal summit dei 28 leader, in programma a giugno.

Secondo la valutazione della Commissione europea, dopo aver ingranato con le riforme richieste, Tirana e Skopje sono pronte per intensificare il dialogo con Bruxelles riguardante i due processi di adesione. Mogherini e Hahn hanno sottolineato come l’ex repubblica jugoslava di Macedonia, negli ultimi mesi, ha anche portato avanti i contatti con la Grecia per arrivare a una soluzione della disputa sul nome, che Atene teme da sempre possa un giorno provocare rivendicazioni di Skopje sull’omonima regione greca.

La notizia, anticipata dai media tedeschi negli scorsi giorni, allarga quindi il quadro dei Paesi dei Balcani occidentali che fanno progressi nel lungo iter per arrivare nell’Unione Europea. I negoziati, infatti, sono già in piedi con Serbia e Montenegro. La Commissione europea ha comunque sottolineato come, in particolare l’Albania, debba continuare a lavorare per combattere la criminalità organizzata, riformare al giustizia e un percorso di valutazione di giudici e pubblici ministeri.

I problemi riguardanti la corruzione dilagante nel Paese delle Aquile, infatti, rendono alcuni Stati membri – Germania e Francia in primis – scettici sulle possibilità di promuovere l’Albania e avviare i negoziati. “I mesi a venire saranno intensi in Europa e nei Balcani occidentali e la nostra comune determinazione ci permetterà di fare ulteriori progressi“, ha spiegato Mogherini aggiungendo che le raccomandazioni per l’Albania ed il Montenegro “si basano su una valutazione rigorosa dei progressi compiuti” e che “questa decisione di raccomandare l’apertura dei negoziati è un incoraggiamento a questi Paesi a continuare sulla via delle riforme”.

Resta invece congelato il negoziato con la Turchia. In particolare Hahn ha sottolineato “gli enormi passi di allontanamento dall’Ue” da parte di Ankara per quanto riguarda stato di diritto e diritti umani, per i quali Bruxelles ha già chiesto più volte a Erdogan di “cambiare direzione”. La Turchia tuttavia, ha sottolineato, resta “un partner chiave” per l’Unione europea.

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