Il 24 ottobre Norberto Achille, l’ex presidente di Ferrovie Nord Milano, fu condannato per peculato e truffa a 2 anni e 8 mesi. Oggi il giudice ha depositato le motivazioni della sentenza. Per il gup di Milano Roberto Arnaldi Achille, imputato per aver distratto dalla società, partecipata da Regione Lombardia e Ferrovie dello Stato, 429mila euro che avrebbe utilizzato per fini personali suoi e dei suoi familiari, vanno evidenziate, allo stesso tempo, la “capacità a delinquere manifestata” e la “reiterazione del comportamento criminale” ma anche la sua “massima collaborazione” nel processo e il “risarcimento, quasi integrale, del danno” da parte sua.

Il giudice mette in luce, infatti, tra le altre cose, come Achille sia “meritevole della concessione” delle attenuanti generiche per il suo “comportamento processuale” e anche di quella per aver risarcito il danno per oltre 400mila euro. “Sono colpevole e questa vicenda mi crea vergogna e imbarazzo”, aveva anche scritto l’ex presidente di Fnm spa holding in una lettera letta dall’avvocato Gianluca Maris davanti al gup nel processo abbreviato. La difesa puntava, però, alla derubricazione del peculato in appropriazione indebita, ma il gup ha confermato l’ipotesi d’accusa della Procura evidenziando il “carattere pubblicistico” della società di cui l’imputato era presidente e che si occupa della “gestione del trasporto pubblico”.

Tra le spese contestate dal pm ad Achille, nei cui confronti nel maggio 2015 era stata disposta dal gip una misura interdittiva, c’era anche l’acquisto, tra il 2010 e il 2011, di tre dipinti antichi per un totale di 17mila euro. Un regalo, secondo la Procura, per l’ex governatore della Lombardia Roberto Formigoni, il quale però ha sempre ripetuto di non aver mai ricevuto “alcun dipinto” in regalo da Achille. Il gup con la sentenza ha ordinato anche la confisca dei quadri.