Il Comitato di presidenza del Consiglio superiore della magistratura ha aperto una pratica in prima Commissione sul caso del pm di Genova Enrico Zucca. Che il 20 marzo scorso, durante un incontro cui erano presenti i genitori di Giulio Regeni – il ricercatore ucciso al Cairo nel febbraio 2016 – aveva detto: “I nostri torturatori, o meglio chi ha coperto i torturatori, come dicono le sentenze della Corte di Strasburgo, sono ai vertici della polizia, come possiamo chiedere all’Egitto di consegnarci i loro torturatori?”. Parole criticate dal capo della Polizia Franco Gabrielli, secondo cui si è trattato di “arditi parallelismi e infamanti accuse“.

La Commissione è quella che si occupa di accertare eventuali incompatibilità ambientali o funzionali dei magistrati. L’apertura della pratica era stata chiesta dal presidente della Prima commissione di Palazzo dei Marescialli Antonio Leone. Zucca, sostituto pg di Genova, ha coordinato l’inchiesta sui fatti avvenuti alla scuola Diaz nel 2001. Per i quali l’Italia negli anni scorsi è stata condannata dalla Corte europea in base all’articolo 3 della Convenzione sui diritti umani, che recita: “Nessuno può essere sottoposto a tortura né a pene o trattamenti inumani o degradanti“.