Trump tira dritto sui dazi. Né l’appello di Cecilia Malmstroem, nemmeno il pressing del Giappone, neanche la telefonata con Emmanuel Macron, fanno ricredere il presidente degli Stati Uniti sul neo-protezionismo. Anzi, dopo la giornata di incontri a Bruxelles tra Usa, Unione Europea e Giappone, l’inquilino della Casa Bianca rilancia e minaccia di tassare le auto europee ed altri prodotti se i Paesi Ue non abbasseranno le loro barriere e tariffe.

“L’Unione europea, Paesi meravigliosi che trattano gli Usa molto male sul commercio, si stanno lamentando delle tariffe su acciaio e alluminio. Se lasciano cadere le loro orribili barriere e tariffe su prodotti Usa in entrata, anche noi lasceremo cadere le nostre. Grande deficit. Altrimenti tassiamo le auto, etc. Giusto!”, ha twittato il presidente Usa nella tarda serata di sabato.

Il monito arriva nel primo giorno di negoziati per l’esenzione dai dazi americani su acciaio e alluminio: l’approccio iniziale non è servito per ora a chiarire le prospettive per superare una eventuale guerra commerciale. La commissaria Ue al commercio, Cecilia Malmstroem, al termine del faccia a faccia con il ministro giapponese Hiroshige Seko e il rappresentante Usa al commercio, Robert Lighthizer, ha spiegato di aver “avuto un confronto franco” su un problema definito “serio” e sottolineato che “non c’è ancora alcuna chiarezza sull’esatta procedura Usa per l’esenzione”.

E a nulla è servito anche il colloquio telefonico tra la Casa Bianca e l’Eliseo. I due hanno discusso di “modi alternativi per affrontare le preoccupazione degli Usa”, ma in ogni caso il presidente degli Stati Uniti ha sottolineato che “la sua decisione è necessaria e appropriata per proteggere la sicurezza nazionale“. Dopo poche ore, il rilancio. Dall’acciaio alle auto, in vista delle elezioni di midterm in programma a novembre, il tycoon non ferma la sua corsa.

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