È definitiva l’assoluzione per i sei manager di Fastweb, compreso il fondatore Silvio Scaglia, dall’accusa di un presunto maxiriciclaggio di 2 miliardi di euro. Lo ha fatto sapere nei giorni scorsi Fabrizio Merluzzi, difensore di uno dei dirigenti imputati, Massimo Comito, precisando che la sentenza di appello non è stata impugnata in Cassazione. “E’ stata notificata a Massimo Comito la conclusione positiva del procedimento penale sul caso Fastweb-Telecom Italia Sparkle, nato in seguito all’inchiesta emersa nel 2010 sul presunto maxiriciclaggio di due miliardi di euro. Diventa quindi definitiva l’assoluzione per lui e gli altri cinque manager coinvolti – prosegue il comunicato -: Silvio Scaglia, Mario Rossetti e Roberto Contin (rispettivamente fondatore, ex direttore finanziario e responsabile Large Account di Fastweb) e Stefano Mazzitelli e Antonio Catanzariti (rispettivamente ex amministratore delegato ed ex responsabile Carrier sales Italy di Telecom Italia Sparkle)”.

“La sentenza di assoluzione in appello decisa nel settembre scorso dalla Corte d’appello di Roma (che confermava l’assoluzione in primo grado del Tribunale di Roma dell’ottobre 2013) – precisa il legale – non è stata impugnata di fronte alla Corte di Cassazione entro i termini consentiti dalla Procura generale, né dalle parti civili, passando così in giudicato. Per il mio assistito si concludono anni di dolore, sofferenza, umiliazione. Massimo Comito esce a testa alta da questa lunga vicenda, con un’assoluzione piena, nel merito, che porta giustizia in una vicenda piena di ingiustizie. A breve presenteremo un ricorso per l’ingiusta detenzione subita da Comito: si tratta di ben cinque mesi in carcere e sette mesi agli arresti domiciliari”.