Una nuova grande scoperta arriva dagli scavi della metro C di Roma dove, nel cantiere della fermata Amba Aradan, gli archeologi hanno riportato alla luce la domus del comandante della caserma rinvenuta nel 2016. Si tratta di un ambiente decorato da mosaici e pitture, risalente, come tutto il complesso al II secolo d.C. Le nuove scoperte sono avvenute a 12 metri di profondità, si dispongono a una quota più bassa di circa 3 metri rispetto al resto della caserma. L’ala est si configura come un edificio rettangolare di circa 300 metri quadrati: vi si accede da un’ampia area all’aperto, per mezzo di gradini che immettono in un corridoio con pavimento in opus spicatum (mattoncini disposti a spina di pesce).

Nell’area si trovano 14 ambienti, che si dispongono attorno ad un cortile centrale con fontana e vasche. I pavimenti sono di buona fattura in opus sectile a quadrati di marmo bianco e ardesia grigia, a mosaico o in cocciopesto, mentre le pareti sono decorate con intonaci dipinti o bianchi. Uno degli ambienti doveva essere riscaldato, vista la presenza di suspensurae, pile di mattoni che formavano un’intercapedine al di sotto del pavimento per il passaggio di aria calda. L’ala ovest era un’area di servizio, con pavimenti in opera spicata, vasche e sottostanti complesse canalizzazioni idriche, che probabilmente accoglieva merci da stoccare.

“La Metro C, fin dalla sua prima stazione a Pantano, nei pressi dell’antica città di Gabii, si è dimostrata uno strabiliante cantiere archeologico – sottolinea il soprintendente Francesco Prosperetti, che aggiunge – Si sono susseguite scoperte di grande rilievo, tra le più importanti effettuate a Roma in questi anni, che culminano con il ritrovamento di questi ambienti pavimentati a mosaici, con pareti e soffitti affrescati”. Le indagini archeologiche nella stazione Amba Aradam della Linea C si sono svolte nei mesi di novembre-dicembre 2015 e, dopo una battuta d’arresto, sono riprese nel marzo 2016 e sono tuttora in corso. Nel 2016 la Soprintendenza ha presentato il ritrovamento dell’edificio militare con corridoio centrale e stanzette affrontate, destinato ad alloggio dei soldati. Le novità di questo ultimo anno, le due ali della caserma, aggiungono un nuovo elemento di conoscenza del complesso militare. L’importanza della scoperta si deve alla complessità e allo stato di conservazione dei castra, nonché alla loro posizione, che integra la cintura di edifici militari rinvenuta tra Laterano e Celio, vero e proprio quartiere militare, di età imperiale.

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