I fatti di Macerata lasciano il segno sulla Lega. La vicenda dei rimborsi del fondo delle Piccole e medie imprese lascia il suo sul Movimento Cinque Stelle. Tuttavia i sondaggi di questi giorni non dicono niente di quello che ci si può aspettare. Il partito di Salvini, infatti, guadagna dopo il caso di Luca Traini e dopo la marcia antifascista. Il M5s perde solo qualche decimale dopo lo scandalo dei bonifici dei parlamentari, emessi e poi revocati. Tendenze che sono indicate da tre diversi istituti di sondaggio: Noto Sondaggi per #Cartabianca e Euromedia Research e Piepoli per Porta a Porta. In ogni caso, mentre il Pd perde altro terreno e ormai per quasi tutti gli istituti non si schioda dal 22, sono movimenti che vanno nella direzione di rafforzare ulteriormente il centrodestra. La coalizione di Berlusconi, Salvini e Meloni ha chiaro l’obiettivo determinante per ottenere la maggioranza: una battaglia voto su voto al Sud contro i Cinquestelle. Uno “scontro all’arma bianca”, secondo i sondaggisti, che si concentrerà per Nicola Piepoli nella zona adriatica del Meridione e per Alessandra Ghisleri, direttrice di Euromedia, coinvolge almeno 28 collegi distribuiti tra Puglia, Campania, Basilicata, Calabria e anche Sicilia. In quelle zone, insomma, si giocherebbe la finalissima. Tutti ragionamenti che stanno insieme a un’altra cifra significativa fornita da Antonio Noto a #CartaBianca: ci sono 10 milioni di elettori indecisi, cioè coloro che non sanno se votano e cosa. “Un dato importante – ha spiegato Noto – perché abbiamo visto come sono stati determinanti gli ultimi 4 giorni sia alle Europee del 2014, a beneficio del Pd, sia alle Politiche del 2013, a beneficio del M5s”.

Euromedia: il centrodestra sfiora il 39, Forza Italia il 18
La coalizione del centrodestra, di sicuro, staziona tra il 37 e il 39 per cento con tendenze in aumento. Forza Italia è il primo partito della coalizione: per Noto e Piepoli è al 16, per Euromedia si avvicina al 18, dato impensabile fino a un anno fa (e per giunta non lontano dal 22 del Pd). Segue la Lega Nord che oscilla tra il 13 e il 14 a seconda degli istituti. Stabilizzato anche il valore dei Fratelli d’Italia, che stanno nella forbice tra il 4,5 e il 5,5. Per il momento sembra dover combattere ancora la cosiddetta “quarta gamba” del centrodestra, cioè Noi con l’Italia-Udc, per arrivare alla soglia di sbarramento del 3, che per Euromedia e Piepoli è ancora lontana di diversi decimali e per Noto invece comincia a essere più concreta. Non è cosa da niente: da questo potrebbe dipendere la formazione o meno di una maggioranza di centrodestra.

Il Pd è in calo, se non in caduta, per tutt’e tre gli istituti di sondaggio: Noto e Euromedia confermano il valore dei democratici al 22 per cento, Piepoli lo assesta al 25. Comunque sia, secondo Alessandra Ghisleri, intervenuta durante Porta a Porta, il Pd ha pagato gli episodi di questi giorni a Macerata per il fatto di essere un partito di governo, da una parte, e di “non aver avuto una visione“, dall’altra. “E poi in generale una campagna elettorale appannata, che si concentra più sugli altri che sulle proprie idee. E’ vero che i numeri dell’economia sono cambiati, ma la gente non lo sente”. Qualcosa di quei voti in uscita dal Pd sono recuperati dagli alleati di coalizione, con PiùEuropa  di Emma Bonino e Bruno Tabacci che – in salita – galleggia sotto al 3 per cento (2, 2,5, 2,8 a seconda degli istituti), la Civica Popolare di Beatrice Lorenzin tra il mezzo punto di Euromedia e Piepoli e il 2 di Noto e Insieme (Verdi, socialisti, ex prodiani) tra lo 0,7 e l’1. Il centrosinistra tutto insieme viene dato tra il 26 e il 29, il che fa capire come sia lontana una maggioranza autonoma.

Resta la prima forza il Movimento Cinque Stelle che – dopo il caos sui bonifici mai partiti che ha coinvolto diversi parlamentari e dirigenti – mantiene il suo patrimonio di preferenze, tra il 27 e il 28, peraltro con tendenze contraddittorie (lieve calo per Euromedia e Piepoli, aumento per Noto Sondaggi). La spiegazione, sottolinea ancora la Ghisleri, è che non c’è solo uno zoccolo duro di elettori che è talmente fidelizzato e quasi ultras da non cambiare idea, ma anche il fatto che il M5s è un partito che espelle facilmente chi sbaglia, quindi con un’operazione di immediata autoripulitura.

Mostra molte facce il partito di Liberi e Uguali: Euromedia lo dà in salita al 6,1, Piepoli lo dà in discesa al 6, Noto lo dà in caduta libera addirittura al 4,5 (il valore più basso tra tutte le rilevazioni di queste settimane).

L’ultimo cenno lo meritano i mini-partiti non coalizzati che cercano di raggiungere la soglia del 3 per cento, cioè CasaPound (destra) e Potere al Popolo (sinistra). La formazione neofascista viene accreditata di una forbice di voti tra lo 0,5 e lo 0,8. I comunisti, invece, secondo Noto possono arrivare all’1 per cento e molto probabilmente è lì che finiscono le preferenze perse in queste settimane da Liberi e Uguali. A sorpresa il Popolo della Famiglia e la lista “10 volte meglio” per Noto Sondaggi possono raccogliere mezzo punto percentuale.

Detto tutto questo, resta solo lo scenario sui seggi che hanno elaborato Euromedia e Piepoli. Per l’istituto della Ghisleri il centrodestra può contare su un insieme di 273 deputati, somma dei 155 eletti col proporzionale e 118 con l’uninominale. Per Piepoli l’alleanza Fi-Lega-Fdi può raggiungere quota 281. In ogni caso resta lontano (più che per altri istituti, come Ixè) il numero magico dei 316. Va precisato che per Euromedia ci sono 28 collegi incerti, tutti al Sud. Anche se i candidati delle destre li vincessero tutti, non si produrrebbe una maggioranza.

Al Senato la situazione è identica perché per Euromedia il centrodestra arriva a 138, mentre per Piepoli al 134. Anche qui la Ghisleri indica 11 seggi ancora incerti ma comunque non immediatamente decisivi per il raggiungimento di una maggioranza.

Di sicuro sono lontane dalla maggioranza tutte le altre coalizioni e formazioni politiche. Il centrosinistra arriverebbe a una forbice tra 156 e 166 seggi a Montecitorio e tra 79 e 91 al Senato. La stragrande parte di questi seggi andrebbero al Partito Democratico perché i candidati di altri partiti corrono in collegi molto complimenti e perché nel proporzionale nessuno dei tre partiti alleati riescono a toccare la soglia del 3 per cento, ma supereranno l’1 e in questo caso i loro voti si redistribuiscono su tutte le altre forze politiche della coalizione che superano il 3: ossia il solo Pd.

I Cinquestelle del nuovo Parlamento dovrebbero essere tra i 134 e i 145 alla Camera e tra 68 e 72 al Senato. Liberi e Uguali – e questo è un dato in linea con tutti gli istituti – eleggerebbero oggi 26 deputati e 12 senatori.