“Non sono a favore della pena di morte ma di fronte a certi crimini efferati la pena di morte potrebbe essere una liberazione anche morale per chi lo ha commesso”. Lo ha detto il segretario nazionale e candidato premier di Casapound Simone Di Stefano oggi, mercoledì 7 febbraio, in un incontro con la stampa organizzato in una Macerata blindata. Il riferimento è all’omicidio di Pamela Mastropietro, la 18enne fatta a pezzi e rinchiusa in due valigie. Il leader del movimento di estrema destra ha anche parlato del raid xenofobo messo in atto da Luca Traini, collegandolo come hanno fatto altri esponenti di destra, come la Lega, alla questione migranti: “Noi abbiamo condannato assolutamente il gesto. Nessuno deve farsi giustizia da solo. Però ci rendiamo conto che se lo Stato non risolve il problema, alla fine può generare elementi di follia che si armano e che sparano. Se uno che spacciava e non doveva essere presente sul territorio nazionale, prende una ragazzina di 18 anni la sequestra, la fa a pezzi e la getta dentro un fosso dentro a delle valigie, qualcuno può pensare che lo Stato non ha fatto il suo lavoro. Lo Stato deve cacciare via tutti quelli che non hanno titolo per stare qui”