Il governo delle Maldive ha dichiarato lo stato di emergenza per i prossimi 15 giorni in seguito all’apertura di una nuova crisi politica. L’ex presidente e leader dell’opposizione Maumoon Abdul Gayoom è stato arrestato lunedì e, all’alba di martedì, i militari hanno fatto irruzione nella sede della Corte Suprema per arrestare il presidente, Adbulla Saeed, e un altro giudice di alto rango. Un giro di vite voluto dall’attuale presidente Abdulla Yameen, che ha deciso di intensificare la repressione attuata negli ultimi anni contro i suoi oppositori, nonostante le proteste e le pressioni internazionali, offuscando l’immagine di questa meta del turismo di lusso. Il governo ha lanciato una serie di operazioni di polizia per mantenere il controllo della situazione dopo essersi rifiutato di rilasciare prigionieri politici, come ordinato alla Corte Suprema giovedì.

Questa è l’ennesima crisi politica per l’arcipelago dell’Oceano Indiano dalla fine della trentennale dittatura di Gayoom nel 2008 e preoccupa gli Stati Uniti. Il Dipartimento di Stato americano, ha fatto sapere che lo stato di emergenza concede ampi poteri alle forze di sicurezza, impone restrizioni ai viaggi e sospende parte della Costituzione del Paese. I problemi sono iniziati domenica 4 febbraio, quando la Corte Suprema del paese aveva ordinato al governo di scarcerare 12 parlamentari dell’opposizione accusati di corruzione e terrorismo. Lunedì il governo del presidente Abdulla Yameen si è rifiutato di farlo attraverso il procuratore generale, che ha anche schierato l’esercito per impedire che il Parlamento potesse riunirsi, citando il timore che la Corte Suprema stesse per deporlo. Così ha proclamato lo stato di emergenza che, fra le altre cose, sospende i poteri della Corte Suprema.

Mohamed Nasheed, primo Capo di Stato del paese eletto democraticamente ed esiliato nel 2012, ha accusato in un tweet il governo di Yameen di avere compiuto “l’equivalente di un colpo di Stato“.

Centinaia di manifestanti riuniti davanti all’edificio della Corte Suprema sono stati dispersi con i gas lacrimogeni. Il segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, ha invitato il governo delle Maldive a rispettare la sentenza della Corte Suprema, e ha “ribadito che bisogna trovare una soluzione allo stallo politico nel paese attraverso colloqui a tutto campo, che le Nazioni Unite sono pronte a facilitare”.

“Non ho fatto nulla per essere fermato”, ha detto l’ex presidente Gayoom in un messaggio video postato su Twitter ai suoi sostenitori poco prima del suo arresto. “Vi chiedo di rimanere fermi e determinati, e non abbandoneremo il lavoro di riforma che stiamo facendo”, ha aggiunto. Il fratellastro Abdulla Yameen è il presidente delle Maldive dal 2013. Prima di lui fu eletto Mohamed Nasheed, che venne deposto nel 2012, in seguito ad alcune mosse politiche contro il suo governo: l’esercito occupò strade e piazze e Nasheed fu costretto a dimettersi. Nel 2015 poi fu condannato con l’accusa di terrorismo: una sentenza ingiusta secondo la comunità internazionale, che aveva garantito a Nasheed l’asilo politico nel Regno Unito.