Due bambini di Livorno avranno due genitori uomini, due padri anche all’anagrafe, non solo nella vita quotidiana. Uno è il padre naturale, biologico di entrambi. L’altro è il compagno. I due adulti sono una coppia omosessuale che vive in Toscana. Si sono sposati negli Stati Uniti e il legame è stato poi ribadito in Italia come unione civile. Con l’associazione Famiglie Arcobaleno la coppia gay ha vinto una causa davanti al tribunale civile di Livorno, ottenendo un decreto che rettifica i certificati di nascita di due bambini, nati in California da uno di loro. In sostanza, i giudici di Livorno, con presidente Gianmarco Marinai, hanno stabilito che nei documenti sia indicato che sono figli di una coppia di genitori uomini.

“La doppia cittadinanza italo-statunitense dei bambini è il principio della non contrarietà all’ordine pubblico, già evidenziato da due sentenze della Cassazione del 2016 e del 2017, sono i due motivi principali alla base del decreto del tribunale di Livorno”, spiega l’avvocato Susanna Lollini di Famiglie Arcobaleno, che ha curato la causa e che ricorda che analoghe decisioni in Italia hanno avuto due casi di coppie omosessuali di madri italiane, che si erano sposate in Spagna e nel Regno Unito. Questo, quindi, sarebbe il primo caso di due gay genitori di bambini. Peraltro, si spiega ancora, l’ordinamento italiano accoglie la trascrizione di atti di nascita di figli nati all’estero così come risulta dalle autorità straniere purché non vi siano motivi contrari al nostro ordinamento giuridico. Per il tribunale di Livorno il fatto che si tratti di due genitori omosessuali non è un motivo contrario a tali principi. “Il decreto del tribunale di Livorno è un nuovo passo in avanti nel riconoscimento dei nostri diritti, proprio mentre la campagna elettorale è per noi molto deludente. Non vogliamo più sentir parlare di stepchild adoption, vogliamo diritti veri e pieni per le nostre famiglie e questa sentenza dimostra come i tribunali si stiano già orientando in molti casi verso forme di tutela più ampie”, ha dichiarato la presidente dell’associazione Famiglie Arcobaleno, Marilena Grassadonia.

Non mancano le critiche alla decisione. Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia, si dice “scioccata” e parla di “scelta sovversiva contraria alla legge e alla sovranità del Parlamento che ha chiaramente detto ‘no’ alla stepchild adoption. FdI metterà la parola fine a questo far west: se ai giudici non sembrano abbastanza chiare le leggi italiane scriveremo nella Costituzione che un bimbo ha diritto a avere un padre e una madre“. Generazione Famiglia (Family Day) annuncia il 23 febbraio un “bus della libertà contro la colonizzazione ideologica del gender a Livorno per denunciare l’ennesima sentenza sovversiva che mira a scardinare completamente il diritto di famiglia aprendo alle adozioni gay e alla pratica barbara dell’utero in affitto”. Massimo Gandolfini di “Difendiamo i nostri figli“, parla di “sentenza creativa”, “moderna schiavitù della donna e mercimonio di bambini”, di presupposti “per la programmazione di bambini orfani della madre fin dal concepimento” e spiega che “la coppia di Livorno ha ottenuto questi bambini tramite maternità surrogata effettuata negli Usa” e “in Italia la legge 40 vieta e punisce questa pratica”. “Siamo di fronte a una famiglia giocattolo creata dalla magistratura”, chiosa il senatore e presidente nazionale Udc Antonio De Poli.