Tra i casi di rinuncia, oltre quello di Gianni Cuperlo, ce ne è anche un altro nelle file del centrosinistra: quello di Sara Manfuso, ex modella e presidente dell’associazione #Iocosì che si occupa della lotta alle discriminazioni, che non correrà per +Europa è in coalizione con il Pd. “La politica si può fare anche fuori dal Parlamento e la mia rinuncia alla capolistatura nel proporzionale in Lazio2 come candidata di coalizione di centrosinistra – scrive in una nota per spiegare le ragioni della mancata candidatura – deriva proprio da questo assunto ma, ancor di più, dal rispetto che nutro per il padre di mia figlia (Alfredo D’Attorre, capolista LeU proprio in Lazio2) che non merita, come me, la strumentalizzazione della competizione da un certo inevitabile para-giornalismo. Onorata della proposta che mi è stata rivolta, ma orgogliosa della decisione assunta”.

A “Un giorno da Pecora” (Rai Radio1), tempo fa, la trentaduenne di Cassino aveva definito D’Attore “un po’ noioso ma molto acuto” e nell’ottobre dell’anno scorso a era stata lei stessa a rivelare che tra lei e il deputato la relazione era finita. Ma aveva aggiunto che era stata “una decisione condivisa” e che i loro rapporti rimanevano “molto sereni, ottimi” anche perché “abbiamo una bambina che amiamo al di sopra di ogni cosa”. Sara aveva escluso che tra le motivazioni della separazione vi fossero divergenze di tipo politico. D’Attorre era stato meno diplomatico. A “Otto e Mezzo (La7) tempo fa ha detto: “Il fatto che la mia compagna stia con Renzi, nonostante non sia mai stata di sinistra, è piuttosto indicativo di cosa rappresenti oggi il Pd“.

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