Il simbolo della margherita non s’ha da usare, né domani né mai. Francesco Rutelli pronuncia la parola definitiva sul logo che i centristi di Civica Popolare, alleati in pectore del Pd, vorrebbero usare alle politiche del 4 marzo. “Sul piano formale, e giuridico, non c’è una parola da aggiungere alla diffida presentata dagli avvocati Morganti e Grassi – scrive l’ex leader della Margherita su Facebook – nessuno può impadronirsi del simbolo di un importante partito politico contro la volontà di chi ha il mandato indiscutibile a tutelarlo. Sarebbe come svegliarsi la mattina e decidere di presentare alle elezioni il marchio del PCI, o di Forza Italia”.

Quella di mercoledì è stata una giornata di tensione lungo l’asse che corre tra il Nazareno e la lista promossa da Pier Ferdinando Casini, Andrea Olivero, Lorenzo Dellai e guidata da Beatrice Lorenzin. Nel pieno degli attriti con la lista Più Europa guidata da Emma Bonino, i vertici del Partito Democratico hanno dovuto gestire i maldipancia degli ex margheritini, i cui legali hanno inviato a Civica Popolare una ingiunzione a non utilizzare il simbolo del loro partito.

La stampella centrista in cui hanno trovato rifugio l’ex ministro della Salute di Ap e l’ex leader dell’Udc, infatti, ha scelto di utilizzare quello della Margherita trentina, già usato nel 1998 e anche nel 2013 al Senato. Ma per i liquidatori della Margherita il simbolo non può essere utilizzato, “pena la decadenza. Anche il Viminale è stato informato”. Quel “simbolo è tutelato a livello nazionale e non può essere utilizzato”, ammoniscono i liquidatori.

Una versione contestata da Civica Popolare. “Alle ultime politiche, nel 2013, non ci fu alcun contenzioso“. Comunque, spiegano fonti della lista centrista “si sta lavorando al superamento condiviso di eventuali problemi giuridici in merito al simbolo da utilizzare alle elezioni”.

Una versione che non convince Rutelli: “L’operazione è stata presentata in modo avventato (e autolesionistico): ‘Rinasce la Margherita’; ecco la ‘Margherita 2.0’. Mi auguro che molti dei promotori non mi pongano nelle condizioni di riferire in pubblico le precise circostanze in cui, da diverse settimane, ho spiegato loro che la richiesta di sfruttare il simbolo della Margherita era sbagliata politicamente e impossibile sul piano giuridico. Una furbizia di bassa lega, infine, è il tentativo di utilizzare l’esperienza provinciale della Margherita trentina. Ottima esperienza, ma strettamente locale: il simbolo nazionale Margherita è tutelato dalla presentazione in elezioni politiche, e non utilizzabile da altri”.

“Se dobbiamo poi risalire – prosegue Rutelli – a chi ha introdotto in elezioni nazionali il simbolo della Margherita, la risposta è semplice: 12 anni prima della “Margherita con Rutelli”… è stato lo stesso Rutelli (assieme a Edo Ronchi)! Nelle elezioni Europee del 1989, infatti, si presentarono i Verdi Arcobaleno, i “Verdi della Margherita“, con il fiore dai molti petali a simboleggiare le culture ambientaliste e democratiche e ad occupare con questo marchio il simbolo elettorale. Basta aprire, anche in questo caso, il sito elettorale del Ministero dell’Interno: il buon raccolto di quella Margherita fu di 821.281 voti (farebbero molto comodo, oggi, a diversi protagonisti elettorali…).

“Se si ha un nuovo progetto politico, ben venga – conclude l’ex sindaco di Roma – ma con le proprie gambe, e con un proprio simbolo. Il PD si troverebbe corresponsabile di un abuso politico grave se ammettesse, con la propria coalizione, che il grande e generoso contributo dato dalla Margherita venga utilizzato contro la volontà inequivocabilmente espressa dalla Margherita”.

Dellai però tira dritto: “L’intesa sulla lista Civica Popolare è fatta. Ci siamo e saremo in campo. La questione politica è risolta per un centro che guarda a sinistra”, ha spiegato assicurando che domani la lista sarà presentata con il logo della margherita, quello della lista civica Margherita per il Trentino, fondata nel 1998 dallo stesso Dellai. La diffida presentata da Rutelli, spiega Dellai, “non ha nessun fondamento, anzi direi che è superflua visto che noi non abbiamo nessuna intenzione di usare quel logo. Noi useremo il simbolo di una forza politica diversa e quindi è una polemica priva di fondamento”. Dellai smentisce anche che la sua lista fosse una lista locale visto che, ricorda, è stata “presente alle elezioni del 2013“.