Il Senato non fa neppure finta di discutere la legge sullo Ius soli. La beffa del provvedimento senza speranze si conclude nel peggiore dei modi: quando arriva il momento di analizzare il ddl non c’è il numero legale. Esultano i banchi della destra, mentre la sinistra, tutta, tace. Solo l’Unicef interviene: “Pagina incivile per l’Italia. Chiediamo scusa agli 800mila compagni di classe dei nostri figli”. Nel primo pomeriggio l’Aula, subito dopo l’ok alla manovra, ha iniziato la discussione sul provvedimento con l’esame delle pregiudiziali di costituzionalità. Ma, su richiesta del senatore Roberto Calderoli, il presidente Pietro Grasso ha proceduto alla verifica del numero legale dei presenti: numero che mancava. “Lo Ius soli”, ha dichiarato il leghista, “è definitamente naufragato. Colpito e affondato. Morto e sepolto”. E’ polemica su chi abbia materialmente fatto affossare il provvedimento, facendo mancare il numero legale. Secondo Liberi e uguali la colpa è del Pd, mentre i dem attaccano il Movimento 5 stelle. I senatori in Aula sono 116, il quorum richiesto di 149. A spiccare sono soprattutto le sedie vuote dello spicchio del M5S e di quello dei centristi anche se, come sottolinea LeU, mancano pure una “trentina” di esponenti del Pd. Grasso, constatando l’impossibilità di raggiungere il numero legale, decreta la fine dei lavori: si riprende il 9 gennaio con all’ordine del giorno le” “comunicazioni del presidente”.

La speranza era morta già nei giorni scorsi quando la capigruppo aveva bocciato il tentativo di anticipare la discussione sul testo. Ma almeno il gesto di intavolare un dibattito in proposito ce lo si aspettava dal Parlamento. Esultano a destra e non solo la Lega Nord. “Abbiamo sconfitto l’ultimo tentativo di introdurre la folle legge sullo Ius soli”, ha dichiarato Maurizio Gasparri di Forza Italia. “Gli emendamenti che abbiamo proposto, ma soprattutto la mancanza del numero legale in Aula, hanno fatto naufragare questo tentativo. Da un lato sollecitavano una legge assurda. Dall’altro, erano già partiti con i trolley per le vacanze. Noi abbiamo contestato dal primo momento questa legge e siamo orgogliosi che la legislatura si chiuda senza varare una normativa errata e demagogia a favore dei clandestini. Ha vinto il no allo Ius soli. Così come abbiamo vinto oggi, vinceremo le elezioni e in Italia non ci sarà mai una legge sciagurata sulla cittadinanza regalata”.

Silenzio dai banchi del Pd, nonostante fino all’ultimo avessero sostenuto di essere in cerca dei numeri per la maggioranza. Parla tra i pochi Andrea Iacomini, portavoce dell’Unicef Italia: “Doveva essere un gesto di civiltà come qualcuno ha detto tempo fa, invece si chiude nel modo più incivile possibile: lo Ius soli non verrà approvato, basta ipocrisie elettorali. Le Camere stanno per sciogliersi, come anche l’ipotesi di approvazione di questa legge, come neve al sole. Non lo sapeva nessuno? Chiediamo scusa agli 800mila compagni di classe dei nostri figli, adulti di domani, che vedranno negati ancora una volta i loro diritti. Provo vergogna nel vedere come una riforma moderata nei contenuti e così necessaria nella sostanza non trovi spazio al pari di tante altre. L’Italia ha violato l’art.2 della Convenzione sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza in materia di non discriminazione, è un dato di fatto malgrado le continue raccomandazioni dei Comitati Onu. Questi giovani italiani finiscono nel dimenticatoio mentre parte la gara alle candidature, le trattative sui collegi, le maratone tv”.

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