La Cassazione ha confermato la condanna a 14 anni, inflitta in appello, a Marco Di Muro, l’ex fidanzato di Federica Mangiapelo, la 16enne di Anguillara Sabazia (Roma) trovata senza vita la mattina del 1 novembre 2012 lungo la spiaggia di Vigna di Valle. “E finalmente, dopo cinque lunghi anni di attesa, possiamo dirlo: Marco Di Muro è l’assassino di mia nipote Federica. La Cassazione ha confermato la sua condanna in appello a 14 anni di carcere”, commenta su Facebook lo zio di Federica, Massimo Mangiapelo.

Il corpo della giovane venne trovato da un passante. Di Muro, unico imputato al processo per la morte della ragazza, ha sempre sostenuto di non essere presente al momento della morte di Federica. In primo grado l’imputato era stato condannato in abbreviato a 18 anni. Sul suo corpo di Federica non c’era nessun apparente segno di violenza; dettaglio che aveva spinto inizialmente spinto gli inquirenti ad ipotizzare un semplice incidente. I carabinieri accertarono che Federica era uscita dall’abitazione del padre Gino intorno alle 22.30 del 31 dicembre, per andare con il fidanzato Marco e festeggiare la notte di Halloween. Verso le 3 della notte scoppiò un litigio tra i due, al termine del quale la ragazza chiese di essere riaccompagnata a casa.

I sospetti ricaddero inizialmente su Di Muro. Il quale, immediatamente interrogato, disse che nel periodo in cui fu fatto risalire quell’annegamento, lui non si trovava con la fidanzata. Dall’autopsia, l’iniziale conferma: il responso fu quello di morte per cause naturali. Di Muro fu iscritto nel registro degli indagati come “atto dovuto”, al fine di consentire agli specialisti del Ris di effettuare alcuni ulteriori accertamenti, ma anche perché il ragazzo fu ritenuto l’ultima persona ad aver visto Federica. Il giovane più volte disse di avere lasciato la fidanzata da sola, in una notte particolarmente fredda e piovosa, attorno alle 3.

La svolta nelle indagini arrivò nel dicembre del 2014, quando Di Muro fu arrestato con l’accusa di omicidio volontario aggravato. L’ipotesi accusatoria fu quella di un litigio, forse per motivi di gelosia, al culmine del quale ci sarebbe stato uno strattonamento, una caduta a terra, e alla fine l’annegamento causato dallo stesso Di Muro, che trattenne la testa della fidanzata sotto l’acqua. Ipotesi confermata da un ulteriore accertamento: la perizia pneumologica in sede d’incidente probatorio stabilì che Federica era morta per annegamento, e non per cause naturali.

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