C’è l’accordo tra l’Irlanda e Apple per avviare il pagamento dei 13 miliardi di dollari di tasse non versate come richiesto dall’Ue. Dublino inizierà ad incassare le imposte arretrate a partire dal 2018, ma i fondi versati dal gruppo di Cupertino rimarranno su un conto di garanzia e saranno sbloccati solo se la Corte Europea darà il via libera, dichiarando valida la decisione dell’Ue dell’agosto 2016, secondo la quale Apple deve appunto 13 miliardi di dollari di imposte non pagate all’Irlanda. Secondo l’Antitrust europeo, con gli accordi fiscali stretti con Dublino nel 1991 e nel 2007, Apple è passata dal pagare l’1% di tasse sui profitti nel 2003 allo 0,005% nel 2014. Questo trattamento fiscale – ha spiegato l’Ue – ha consentito a Cupertino di evitare di pagare le tasse sui profitti generati dalle vendite non solo all’interno mercato unico Ue ma anche in Africa, Medio Oriente e India. Questo grazie alla decisione organizzativa di registrare tutte le vendite in Irlanda invece che nei paesi dove i prodotti Apple sono effettivamente venduti. A sua volta, i profitti anziché essere tassati al 12,5% come previsto dalla corporate tax irlandese, venivano riversati a un “ufficio  fantasma” che era esentasse in base alla legislazione sulle società senza Stato abolita poi nel 2013. Un sistema che ha portato la casa produttrice dell’iPhone a pagare due anni fa meno di 50 euro per ogni milione di profitti.

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