I movimenti e le organizzazioni anti-vaccino “non sanno quello che fanno”, “ci riportano all’età della pietra” e gli Stati dell’Unione Europea “devono garantire la salute dei bambini“. Il giorno dopo la sentenza con cui la Corte Costituzionale italiana ha respinto i ricorsi della Regione Veneto sull’obbligatorietà della vaccinazione, il commissario Ue alla salute Vytenis Andriukaitis è tornato sulla polemica che divide l’opinione pubblica in diversi Paesi del continente, Italia in primis.

“I vaccini sono uno dei più efficaci strumenti di prevenzione della morte da malattie infettive, da pandemie ed epidemie – è il cuore del discorso fatto dal commissario, rispondendo alle domande dei giornalisti durante la conferenza stampa sullo ‘stato di salute’ dei sistemi sanitari dell’Ue – non c’è nessuno che lo metta in dubbio a livello scientifico. Nessuno che abbia una minima conoscenza scientifica, che abbia una minima conoscenza della storia”. Perché si tratta di “una questione  di responsabilità morale. I bambini non possono scegliere, sono gli Stati che devono garantire la protezione più elevata, e se i genitori non lo fanno, sono gli Stati che devono tutelare il diritto alla vita dei loro figli” come prevede “anche la Convenzione internazionale sui diritti dell’infanzia, sottoscritta da tutti gli Stati membri dell’Ue”.

“Vorrei attrarre l’attenzione sul fatto che tutti questi movimenti non capiscono quello che fanno”, aveva esordito Andriukaitis, per poi utilizzare un’immagine molto forte: “Sarebbe una vergogna se le famiglie che appartengono a questo movimento dovessero seppellire i loro figli, come è successo quest’anno negli Stati membri in cui dei bambini sono morti di morbillo“. “Vorrei invitare queste persone – ha detto, quindi – a visitare le famiglie, a visitare le tombe dei bambini di quelle famiglie, a visitare i cimiteri europei del XIX secolo, del XVIII secolo, dell’inizio del XX secolo: troveranno moltissime tombe di bambini piccoli. Perché? Perché non c’erano vaccini”.

Le parole del commissario danno la stura a una nuova polemica: “Condivido il giudizio di Andriukaitis sui movimenti No-vax – il commento di Federico Gelli, deputato e responsabile Sanità del Pd – le posizioni del M5S espongono il nostro Paese a inutili figuracce”. Pochi minuti dopo la replica del Movimento: “L’Ufficio di Andriukaitis mi ha mandato una lettera in cui smentisce le ricostruzioni fantasiose in merito a legami tra M5S e No-Vax” – si legge in una nota di Piernicola Pedicini, eurodeputato grillino – il Commissario  non ha fatto riferimento o accennato ad alcun movimento politico in Italia o in altri Stati membri. Ogni possibile connessione fatta dai media è interamente a loro carico”, aggiunge Pedicini.

Pedicini si riferisce probabilmente a un passaggio contenuto in un lancio di un’agenzia dell’Adnkronos in cui si legge che “Andriukaitis risponde, in conferenza stampa a Bruxelles, alla domanda se sia preoccupato dal diffondersi in Italia dei movimenti contrari alla vaccinazione, tra i quali alcune componenti del Movimento Cinque Stelle, candidato al governo del Paese”.