C’è chi, come Eugenia Roccella, si rifugia sulle “interpretazioni sbagliate”. O chi, come Rocco Buttiglione Paola Binetti, è convinto che le parole di Papa Francesco sul fine vita siano “una conferma dell’impegno” storico dei parlamentari cattolici: “Il no all’accanimento terapeutico lo abbiamo sempre ribadito anche noi”, dicono in coro a margine della presentazione del libro di Binetti dal titolo ‘Servono ancora i cattolici in politica?’. Eppure, se il Papa ha spiegato come “può essere lecito moralmente rinunciare o sospendere le cure” e come gli interventi sul corpo umano possano “sostenere funzioni biologiche divenute insufficienti o sostituirle”, ma che “questo non equivale a promuovere la salute”, il fronte ultracattolico resta contrario alla legge sul biotestamento, ormai da tempo congelata al Senato dopo la prima approvazione alla Camera.  Una legge che, con la fine della legislatura alle porte, rischia poi di non vedere mai la luce, nonostante il Pontefice con queste parole abbia tolto l’ultimo alibi alla politica.
Da Binetti a Buttiglione, passando per Lupi e Gasparri, nessuno interpreta però il messaggio del pontefice come un’apertura verso l’attuale legge (e c’è chi, come l’ex segretario di Rifondazione Fausto Bertinotti, presente allo stesso convegno, preferisce elogiare la “grandezza rivoluzionaria” di Bergoglio senza andare oltre). Così, restano schierati contro lo stesso provvedimento: “Leggere nelle parole di Francesco un invito ad approvare con urgenza la legge è un salto nel buio”, rivendica Maurizio Lupi, coordinatore di Ap. E ancora: “Dobbiamo finirla tutti, laici e cattolici a tirare per la tonaca la Chiesa”. Il nodo resta lo stop all’idratazione artificiale e alla nutrizione, punti sui quali gli ultracattolici restano sulle barricate: “No all’accanimento terapeutico, così come diciamo no anche a tutte le forme di suicidio assistito. Noi vogliamo approvare una legge sul biotestamento, ma non una legge che apra all’eutanasia”, è la posizione di Rocco Buttiglione. Una linea condivisa. Ma il fronte non si considera meno “progressista” del Pontefice: “Noi più papisti del Papa, come dice il radicale Cappato? No, non siamo più conservatori del pontefice”, rivendicano in coro. Pronti ad affossare ancora una volta la legge sul biotestamento.