Oggi si parla di angeli, demoni e latitanti. Comincerò dagli ultimi, dall’arresto di Giancarlo Tulliani, cognato scomodo di Gianfranco Fini. I finologi dicono che per amore l’ex presidente della Camera si sia giocato la carriera. Per difendere l’ingombrante famiglia, Los Tullianos. In compenso esibisce una giovane moglie ben accessoriata con figlie infiocchettate. Ma ammettiamolo, essere arrestati a Dubai fa chic, come una volta faceva status finire al gabbio in Libano. Erano gli anni ‘80 della Beirut da dolce vita, tanti bon vivant dal soldo facile e dalla fedina sozza. Ogni latitanza ha il suo quartiere generale d’insediamento. Gli intellettuali da Toni Negri a Franco Piperno durante gli anni di piombo si erano rifugiati a ParigiMais oui e sono stati gli antesignani della gauche caviar. A ritroso nella storia i criminali nazisti hanno scelto l’America del Sud. Stessa destinazione anche per i boss della malavita, inseguiti da svariati ordini di cattura. Consiglio ai futuri latitanti? Si caldeggiano nuovi paradisi off shore come l’Oman. Clima ideale e con qualche angelo custode magari ve la cavate.

Gli angeli sono in mezzo a noi, ma non sono come noi – Lo sostiene il regista  Wim Wenders nel Il Cielo sopra Berlino. E sarà un duetto “celestiale” con intrusioni di “mostruosità terrestri” l’intervento di Erri De Luca e Alessandro Mendini, honor guest di Bookcity, la Buchmesse milanese in programma dal 16 al 19 novembre. Si sono scambiati i ruoli, Erri pennella le parole mentre Mendini dà forma al pensiero con i disegni. E dalla loro intesa nasce Diavoli custodi (Feltrinelli). Come si manifesta il tuo diavolo? Gli occhi di Erri diventano fessure: “Li riconosco nelle tensioni che la realtà mi procura, nelle reazioni emotive ai guasti, si manifestano nel sistema nervoso che reagisce alle circostanze quotidiane. Non li tengo a bada, con questo libro li ho guardarli in faccia, ho potuto fare loro un nome, definirli con le parole che sono il mio solo potere”. E gli angeli? “Non ho fede necessaria a riconoscere angeli in giro. Se esistono si nascondono dentro persone di buona volontà. Per esempio in chi scippa e salva dal mare vite condannate a morte”.

E così dall’incontro di due persone di quanto più diverse si possano immaginare, L’Erri scrittore con Mendini, il padre del Design made in Italy, nasce un campionario che affianca a trentasei racconti altrettanti illustrazioni (in bianco e nero e a colori). Racconti su i mostri che sono i diavoli custodi dell’infanzia e immagini che fanno spalancare gli occhi di meraviglia come quelli di un bambino davanti ai  quei due nel primo giardino, dopo l’assaggio scippato dall’albero della conoscenza. Perché la suggestione è già una manifestazione della verità. E’ un libro che tuttavia, tra paure e eroismi quotidiani, mette il buon umore perché vi consegna le chiavi del serraglio dentro cui sorvegliare i vostri demoni. Ultima curiosità: dove trovate adesso la pubblicità, come quella di Bookcity? Sotto i  vostri piedi, naturalmente. Visto che camminando si smanetta sull iPhone, sguardo basso, non facciamo sfuggire nulla al vostro occhio. Marketing diabolico e pub da marciapiede.

“Come faccio a sapere che non sei il diavolo?” – Non puoi saperlo. “Tu sei un mostro?”. No, io do da mangiare ai mostri. Sono interrogativi lanciati come saette nell’ultimo film di Paolo Genovese, The Square. Una metafora contemporanea del patto con il diavolo. Un uomo, Valerio Mastandrea, è seduto giorno e notte al tavolo di un bar (la scena non cambia per tutta la durata del film) e riceve un’umanità sconquassata,  a ognuno dei suoi “clienti” rivolge la stessa domanda: cosa sei disposto a fare per ottenere quello che vuoi? Sono (siamo) tutti bisognosi di miracoli: una cura per l’alzheimer, amore eterno, il codice di sicurezza per “hackare” Amazon, salvare il figlio dal tumore terminale. Ma il prezzo da pagare è molto alto. Mastandrea è soltanto l’intermediario, fra il bene e il male.  E’ lui a dettare le regole. A tenere a bada angeli e demoni. Di ciascuno di loro (di noi).

P.S. Mastandrea è diventato proprio bravo. Da personaggio istrionico al Maurizio Costanzo Show a uno poco incline al presenzialismo. La prova che si può fare del buon cinema senza glamour e paparazzate. Forse è solo questione di angelo custode.

Twitter @januariapiromal