Renzi a Dimartedì? Secondo me, ha vinto Giovanni Floris e non il segretario del Pd”. Così, a Otto e Mezzo (La7), il giornalista de Il Fatto Quotidiano, Andrea Scanzi, commenta l’ospitata televisiva di Matteo Renzi a Dimartedì, non concordando con il giudizio di alcuni opinionisti secondo i quali il leader dem è risultato vittorioso. “Per me Renzi non ha vinto” – spiega Scanzi – “perché l’ho trovato molto spesso ripetitivo. Ogni volta che si ascolta ultimamente Renzi è come se si sapesse già quello che sta per dire. Non l’ho visto lucido, l’ho visto poco autocritico. Quando insisti nel dire che hai preso il 40% alle Europee e al referendum costituzionale, vuol dire che non hai capito molto, perché i Sì non erano tutti tuoi”. E aggiunge: “Politicamente il dato oggettivo è che Renzi è in grande difficoltà, perché dal 2014 in poi ha perso praticamente ovunque. Questo mi sembra il dato saliente e dubito che da ieri improvvisamente la gente non veda l’ora di votarlo, anche perché chi ha visto il suo intervento da Floris non è solo renziano. C’erano anche quelli che lo hanno guardato in una sorta di godimento per vederlo in difficoltà. E’ esattamente la stessa cosa che accadde quando Santoro ospitò Berlusconi a Servizio Pubblico. Fece ascolti altissimi, ma la trasmissione non fu mica guardata solo dai berlusconiani”. La firma del Fatto si sofferma anche sul dietrofront del deputato M5s, Luigi Di Maio: “Sicuramente i 5 stelle non hanno gestito benissimo la vicenda del mancato confronto tv. anche darsi che, se Di Maio si fosse presentato, Renzi ne sarebbe uscito rafforzato vincendo la sfida. Credo che dialetticamente Renzi sia più bravo di Di Maio nei faccia a faccia. Ma non penso che basti un risultato televisivo ottimo a farlo tornare in auge. Io avrei visto Renzi in grande difficoltà con Di Battista e credo che questa valutazione sia stata fatta anche in certi vertici o ambienti dei 5 Stelle. Magari lo stesso Grillo ha pensato che non avevano nulla da guadagnarci. L’errore, comunque, è stato commesso a monte, quando hanno lanciato il guanto di sfida”. Poi sottolinea: “Ormai oggi Renzi è in una sorta di cul-de-sac, per cui o accetta il ‘renzusconismo’, ma in questo caso metà dell’elettorato del Pd si spara, non potendone più di inciuci, oppure è costretto a inseguire la sinistra alternativa, ma tutti sappiamo che Renzi e Bersani non si sopportano reciprocamente. E, peraltro, anche questo peso elettorale specifico della sinistra quanto è? In Sicilia non è andata bene, quindi, anche se si mettono insieme, Renzi ci guadagna così tanto?”