“Domani incontrerò il presidente dell’Inps Tito Boeri per chiedergli di sbloccare le risorse destinate ai disoccupati livornesi”. L’annuncio di Enrico Rossi, presidente della regione Toscana, è arrivato mercoledì pomeriggio. Con tanto di chiosa: “Per far firmare Boeri porterò una penna che mi è stata consegnata da Cgil, Cisl e Uil“. Unica pecca, l’incontro non era previsto. E il provvedimento da sollecitare era già stato sottoscritto. A chiarirlo, via Twitter, è stato lo stesso presidente dell’Inps: “Non ho in programma alcun incontro con il governatore della Toscana. Ho già firmato nei tempi previsti i documenti che mi voleva sottoporre”.

Rossi, ex Pd e tra i fondatori di Mdp, aveva diffuso una nota dove annunciava la sua discesa nella capitale: “Le misure di sostegno destinate a centinaia di donne e uomini non possono restare “appese” e bloccate a Roma a causa di cavilli e interpretazioni normative”. Tanti i soldi che secondo il governatore dovevano essere sbloccati al più presto: 30 milioni, utili per finanziare “politiche attive e di sostegno” a quei lavorati disoccupati che vivono tra Livorno e Piombino, un’area di “crisi complessa”. “Le risorse per le politiche attive del lavoro ci sono da mesi – continua Rossi – Bisogna sgombrare il campo da tutti gli ostacoli e gli intoppi burocratici“. “Dal marzo scorso la regione Toscana d’intesa con i sindacati, ha definito gli strumenti di sostegno al redditto. Abbiamo poi coinvolto e chiesto l’intervento del ministro Poletti, ora Boeri e l’Inps facciano la loro parte perché Livorno e Piombino non possono e non devono più aspettare”.

Ma stando alle dichiarazioni di Boeri, l’Inps ha già fatto ciò che doveva. “Ho già firmato nei tempi i documenti previsti che mi voleva sottoporre”. A questo punto, dopo la smentita, a Rossi non rimane che pubblicare un secondo comunicato. “Si apprende da Twitter che Boeri ha firmato il decreto necessario a sbloccare le risorse. Ringraziamo il presidente dell’Inps perché dopo otto mesi di richieste da parte dei sindacati e della Region, il presidente ha messo la sua firma. I lavoratori delle aree di crisi come quelle di Livorno e Piombino non potevano attendere un solo minuto di più”.