È morto ieri sera a Roma Sandro Provvisionato, giornalista e scrittore. Aveva 66 anni. A darne la notizia è la moglie Laura Lisci. Professionista dal 1979, Provvisionato è nato a Milano ma la sua carriera nel mondo del giornalismo decollò nella capitale. A metà degli anni Settanta diventò direttore di Radio Città Futura, neonata emittente romana vicina agli ambienti della sinistra. Dopodiché entrò a lavorare all’Ansa, dove sarebbe rimasto per dodici anni, ricoprendo tutti i ruoli da praticante a caporedattore della redazione politico-parlamentare. Per l’agenzia di stampa seguì soprattutto gli avvenimenti legati al terrorismo. Così lo ricorda l’Ansa: “In tanti anni di attività giornalistica una caratteristica che tutti gli hanno sempre riconosciuto è stata quella di essere una penna libera“.

In seguito diventò inviato speciale per L’Europeo in Iraq, nei Balcani, in Israele e Libano. Negli anni Novanta passò alla televisione: nel ’93 fu nominato capocronaca del Tg5 e dal 2000 divenne coautore di Terra!, il settimanale di inchiesta del telegiornale Mediaset, insieme al giornalista Toni Capuozzo.

Il suo interesse per il crimine, le mafie e il terrorismo lo portò a fondare e dirigere il sito Misteri d’Italia e a firmare libri come Doveva morire Complici, entrambi sul caso Moro, scritti rispettivamente insieme al giudice Ferdinando Imposimato e alla giornalista Stefania Limiti. Si occupò molto anche di Ustica, di Tangentopoli e delle stragi di mafia del ’92-93. Fu anche condirettore del master in giornalismo investigativo dell’Università degli studi internazionali di Roma.

Sulla difficoltà di arrivare alla verità nelle inchieste, Provvisionato parlava così in un’intervista del 2013 a Vice: “I motivi sono tanti. Prendi Borsellino: il processo è ricominciato da capo perché per anni l’accusa si è affidata alla storia di un pentito che poi si è rivelato un bugiardo. I magistrati non si sono mai accorti di niente. Fa riflettere no? – diceva il giornalista – Se seguissimo attentamente la traccia delle stragi dal 1969 al 1984 ci renderemmo conto che in realtà non sappiamo niente, o molto poco. Certe volte basterebbe solo cercare, nelle carte ad esempio, dove spesso la verità è lì in attesa di essere trovata“. E alla domanda se qualcuno gli avesse mai dato del complottista o, peggio, del pazzo, rispondeva così: “Alcuni dicono che ci sono troppi studiosi dietrologi, io sostengo che ci siano troppi studiosi ‘avantologi’, per cui è tutto chiaro e limpido. Le cose vanno studiate a fondo, non basta orecchiarle. Spesso non si tratta di teorie alternative, ma di teorie complementari, che completano il quadro”.