“Esprimere un giudizio di merito non è lesa maestà. Altrimenti si arriva al paradosso che qualcuno è intoccabile”. Matteo Renzi parla della mozione di sfiducia al governatore di Bankitalia Visco, intervistato dal direttore del Foglio Claudio Cerasa alla festa del giornale a Firenze, in platea il senatore plurimputato di Ala Denis Verdini, i genitori (papà Tiziano e mamma Laura) e il sindaco Pd Dario Nardella ascoltano. Nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio a Firenze, dove si svolgono le “Giornate dell’Ottimismo” organizzate dal Foglio, manca solo Silvio Berlusconi, ma è come se fosse presente con lo spirito. L’ex Cavaliere ha annullato il suo intervento previsto per la mattinata, forse per mantenere la nuova linea del “larghe intese mai” (o sarebbe meglio dire mai più), ma ci ha pensato Cerasa a tranquillizzare tutti: “In qualche modo ci sarà”.

Renzi, che da pochi giorni ha iniziato ufficialmente la campagna elettorale in viaggio con il treno “Destinazione Italia“, ha detto, in linea con la festa del Foglio, di essere “ottimista” per quanto riguarda il risultato delle prossime elezioni. Quindi di fronte a una legge elettorale che, oltre a lasciare spazio solo ai nominati, non garantirà stabilità, il segretario Pd ha detto: “Punto a conquistare il voto di chi non vuole un centrodestra a guida leghista. Io credo nel voto utile di chi non vuole consegnare il Paese a Beppe Grillo e Matteo Salvini“, ha dichiarato facendo riferimento a quello che chiama “il popolo del 40 per cento”. Ha poi parlato della sua visione di centrosinistra che sarà un “argine” al populismo.

Per quanto riguarda la questione Bankitalia e la contestata mozione di sfiducia al governatore Visco approvata alla Camera nei giorni scorsi, ha invece cercato di sminuire: “Ci hanno chiamato eversivi, ma noi siamo quelli che fanno battaglie a viso aperto; poi chi deve decidere decida, perché le regole sono queste”. Nel merito del testo ha addirittura affermato: “Quando Gentiloni me l’ha chiesto ho cambiato il testo, ma non l’avevo neanche letto”. Poi ha continuato: “Fermo restando”, ha aggiunto, “che la scelta del governatore la fa il presidente del Consiglio, e che io sarò al fianco del presidente del Consiglio, perché da segretario del partito mai mi permetterò di mettere in discussione il suo operato, vi sembra che sulle banche in Italia sia andato tutto bene? Vi sembra che i problemi sulle banche in questo Paese li ha creati il governo che ha fatto la riforma delle popolari, che ha salvato centinaia di migliaia di correntisti dalle regole del bail-in sciaguratamente dal governo Monti? Le scelte politiche sono state condivise, non vi è ombra di dubbio. La riforma delle popolari è sacrosanta. Le scelte gestionali delle banche commissariate, i commissari, il management, la vigilanza del sistema bancario spettano all’autonomia e all’indipendenza della Banca d’Italia”. Quindi ha concluso: “Esprimere un giudizio di merito non è lesa maestà. In Italia si può valutare quello che fanno tutti. Altrimenti, si arriva al paradosso che qualcuno è intoccabile, inviolabile, ingiudicabile e i politici sono sempre sotto tiro. Difendo la dignità della politica rispetto a questa visione allucinante”.

Un concetto simile a quello espresso in un’intervista ad Avvenire in edicola domani, ma in parte anticipata sul sito: “Ho letto bugie, ricostruzioni parziali”, dichiarato. “Ho visto tutti concentrati sulla mozione quasi fosse una spy-story. Voglio essere chiaro: la difesa a oltranza di Visco non sta nei miei desideri segreti. Ma qualsiasi nome il premier farà, non ci saranno problemi. Anche se dovesse confermare Visco, nessun problema”. Quindi in caso di riconferma: “Prenderò atto della decisione del governo e qualsiasi decisione sarà non intaccherà minimamente i nostri rapporti. Gentiloni non ha bisogno di consigli. Paolo ha la mia stima, il mio rispetto e la mia amicizia. E le sue parole sull’indipendenza e l’autonomia della Banca d’Italia sono giuste”. Renzi ha anche detto di voler stare con i risparmatori: “E’ tutto così sorprendente, così incredibile, così assurdo. Con una parola sola direi così surreale. Giro l’Italia e non c’è stata una persona che mi abbia chiesto chiarimenti sulla mozione, ma dei problemi reali della gente. E invece si guarda sempre al dito e mai alla luna. Il vero problema sono le crisi bancarie, sono le decine di miliardi messi dallo Stato per salvarle. Io e il Pd non possiamo difendere l’attuale assetto di potere, non possiamo stare dalla parte dei presunti salotti buoni della finanza. Noi stiamo con i risparmiatori“.

Intervistato invece da Cerasa, Renzi ha parlato della sua visione del Pd e delle responsabilità della sinistra. “La sinistra ha senz’altro le sue responsabilità. Ma anche quell’altro, quello che ha dato il bidone stamattina, non ha scherzato. L’uomo che stamattina ha tirato il bidone…, lo faccio apposta perché così lo faccio arrabbiare”, ha detto riferendosi a Berlusconi. “Cosa avrebbe detto? Non lo so ma sono sempre terrorizzato quando Berlusconi apre bocca perché poi tocca a noi realizzarle le cose che dice”. Poi si è rivolto ai suoi: “Se la sinistra non cambia è finita. In alcuni Paesi è diventata conservatrice e questo ha portato i populisti a vincer”. La sinistra deve cambiare, deve avere il coraggio di dire che il futuro non è il nostro peggiore nemico. Con la paura vince la destra. Se c’è uno spazio per la sinistra in Europa, quello è in Italia perché qui c’è il Pd”.