“Finalmente ci siamo. Il 16 novembre si parte col processo e mi auguro di vedere in aula il maresciallo Mandolini che lo ricordo è imputato, visto che continua a fare lo spavaldo sui social”. Ilaria Cucchi, sorella di Stefano, morto il 22 ottobre 2009 all’ospedale Pertini di Roma, era oggi in aula per attendere la designazione del collegio che giudicherà gli imputati, tutti carabinieri. “Ho fiducia che questa volta – ha aggiunto – i responsabili della morte di mio fratello e di anni ed anni di depistaggi saranno puniti”.

Sono cinque i militari imputati: Alessio Di Bernardo, Raffaele D’Alessandro, Francesco Tedesco, rispondono di omicidio preterintenzionale (mentre è prescritto l’abuso di autorità). Tedesco risponde anche di falso nella compilazione del verbale di arresto di Cucchi e calunnia insieme al maresciallo Roberto Mandolini, all’epoca dei fatti a capo della stazione Appia, dove venne eseguito l’arresto. Vincenzo Nicolardi, anche lui carabiniere, è accusato di calunnia con gli altri due, nei confronti degli agenti di polizia penitenziaria che vennero accusati nel corso della prima inchiesta sul caso.

A presiedere il collegio della Corte d’Assise sarà Vincenzo Capozza; il processo si svolgerà a piazzale Clodio. La designazione, della quale è stata data ufficializzazione nell’aula del carcere di Rebibbia dove inizialmente era fissato il processo, è stata fatta dal presidente del tribunale di Roma, cui si è rivolta la settimana scorsa la presidente della sezione Evelina Canale, astenutasi per avere già giudicato in primo grado la posizione di sei medici, tre infermieri e tre agenti della Penitenziaria, indagati e poi imputati all’esito della prima inchiesta sulla morte di Cucchi.  Agenti, costituiti parte civile, così come la famiglia Cucchi, il Comune di Roma e Cittadinanzattiva.