“Il decreto svuota-carceri? In questo Paese, anziché costruire altre carceri e rieducare le persone per riabilitarle, si è deciso di non mandare chi dovrebbe andarci. Questo è stato fatto per i colletti bianchi, gli stessi che spesso fanno parte del ceto politico o sono loro amici“. Sono le parole pronunciate a L’Aria che Tira (La7) dal direttore de ilfattoquotidiano.it e del FQ Millennium, Peter Gomez, che cita anche Cesare Previti: “Corrompeva i giudici, commettendo il reato non di sangue peggiore che si possa fare in questo Paese. E si è fatto tre giorni di galera. Le norme sono state create ad hoc con questo scopo: gran parte della classe politica vuole che la giustizia non funzioni, perché una giustizia che non funziona permette di salvare loro e i loro amici“. Gomez commenta le parole di Gigliola Bono, ospite in studio e madre di Monia Del Pero, una ragazza di 19 anni assassinata nel 1989 per mano dell’ex fidanzato, che fu condannato a 10 anni e 8 mesi per omicidio volontario, ma che in carcere ne ha trascorsi solo 5. “Concedendo il rito abbreviato a uno stupratore, lo Stato è complice del reato” – commenta la mamma di Monia – “A questo punto, bisognerebbe processare anche lo Stato“. Il direttore del Fatto online concorda e spiega: “In Italia le condanne sono totalmente virtuali. Quando vieni condannato fino a 4 anni, neanche ci passi per il carcere nel 90% dei casi. Con la riforma svuota-carceri, votata da tutti tranne che dalla Lega e dal M5S, hai 150 giorni di sconto all’anno: sostanzialmente per ogni anno hai uno sconto di mezzo anno e ti abbuonano circa sei mesi”

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