Dopo la condanna definitiva è arrivata la prima mossa della difesa di Cesare Geronzi. Abbiamo chiesto stamane la sospensione dell’esecuzione della sentenza in attesa che un giudice applichi l’indulto di 3 anni. Poi chiederemo l’affidamento in prova ai servizi sociali” spiega Ennio Amodio, difensore con Franco Coppi del banchiere. Il legale ha anche annunciato di puntare ad ottenere la revisione dello stesso processo. Che verrà chiesta, spiega l’avvocato all’Ansa, verrà chiesta quando passerà in giudicato anche la sentenza sul caso Eurolat, ritenuta il “nucleo centrale” di tutte le vicende giudiziarie che hanno coinvolto l’ex presidente del Banco di Roma.

In quel processo Geronzi in primo grado è stato assolto per non aver commesso il fatto dall’accusa di estorsione e perché il fatto non sussiste dalla bancarotta di Parmalat. In sostanza secondo il Tribunale di Roma, il prezzo pagato dall’ex patron del gruppo di Collecchio, Callisto Tanzi, per acquisire il comparto latte della Cirio era congruo e in realtà quell’operazione fu decisa dallo stesso Tanzi senza alcuna costrizione o pressione da parte dell’allora banchiere.

La difesa confida che il verdetto assolutorio per Eurolat venga confermato anche in secondo (il giudizio d’appello si aprirà a breve) e in terzo grado. “A questo punto – ha proseguito il professor Amodio – chiederemo la revisione del processo sul crac Cirio per contrasto tra la sentenza pronunciata ieri dalla Cassazione e l’altro filone della vicenda qualora, cosa in cui noi confidiamo, diventi definitiva l’assoluzione” dell’ottobre del 2015. Il processo per la vendita delle acque Ciappazzi, filone anch’esso nato dall’inchiesta sul crac Parmalat del 2003, è invece ‘congelato’ in attesa che la Consulta si pronunci su una questione di legittimità costituzionale relativa a una pena accessoria fissa sollevata dall’ex dg di Capitalia Matteo Arpe. Quando sarò definita la questione dalla Consulta, riprenderà il processo davanti alla Suprema Corte. Processo nel quale la difesa di Geronzi ha chiesto una riduzione della condanna a 4 anni e mezzo di reclusione nell’appello ‘bis’ ritenendo la pena inflitta “eccessiva”. Intanto, prima della decisione definitiva anche di questo procedimento, Geronzi potrebbe cominciare a espiare un anno in affidamento in prova per il fallimento di Cirio.