Bagarre a L’Aria che Tira (La7) tra il senatore di Ala, Vincenzo D’Anna, e gli ospiti in studio, durante un dibattito incentrato sulle sue recenti dichiarazioni riguardanti il caso di stupro a Roma. Dopo la polemica esplosa tra lo stesso parlamentare e la giornalista Flavia Perina, è il turno della consigliera comunale della Lega a Bologna, Lucia Borgonzoni, che disapprova la tesi di D’Anna e ammonisce: “Posso farle una domanda, senza che si agiti e diventi tutto rosso? Lei ha detto che ci vuole responsabilità, quindi, se una donna esce in minigonna e viene aggredita, ha sbagliato la donna?”. “Signora, mi scusi” – risponde D’Anna – “ma se una donna alle 3 del mattino cammina da sola…”. E la leghista lo interrompe: “Può essere violentata e quindi, secondo lei, è colpa sua. Per me è allucinante che lei sia un senatore della Repubblica. Sono irripetibili e irricevibili le cose che dice”. “Non ho detto che è colpa della donna” – protesta il parlamentare – “è lei che vuole fare la femminista emancipata. Non mi metta in bocca cose che non ho detto. Io ho usato parole di buonsenso, che voi volete cancellare per il ‘politicamente corretto’. Per caso appartengono alla declinazione della caverna la prudenza e la temperanza? “. “Lei alla caverna ci è molto vicino oppure è uscito dalla caverna qualche minuto fa”, ribatte Borgonzoni. Interviene anche il professor Paolo De Nardis, ordinario di Sociologia alla Università La Sapienza di Roma: “Vorrei consigliare al senatore di rivedersi un pezzo meraviglioso di Dario Fo, risalente agli anni ’70. Fo imitava un avvocato dei secoli scorsi che difendeva uno stupratore, adducendo una serie di argomentazioni di cui lei ora, senza avvedersene, sta facendo eco“. Furiosa la reazione di D’Anna: “Se il mio modello etico è in contrasto con quello di Dario Fo, io ne sono fiero. Io guardo a Benedetto Croce, non a Dario Fo. Lei ‘facci’ il sociologo marxista di sinistra“. “Nel congiuntivo si dice ‘faccia’, non ‘facci'”, ribatte De Nardis. “Non faccia il Mancuso della situazione” – continua D’Anna – “io sono per la scuola austriaca. Lei sta dicendo un sacco di corbellerie con quest’atteggiamento da maître à penser. Lei è poco più un sociologo. E’ professore? Di professori universitari ne salgono tanti in cattedra, si figuri. Uno in più, uno in meno“. Poi si rivolge alla conduttrice Myrta Merlino: “Lei mi ha portato qua per essere processato? I miei valori sono la temperanza, la prudenza, il buonsenso, il decoro e la decenza. Se non vi stanno bene, non me ne può frega’ di meno”

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