Lavorano nel massimo riserbo, si muovono con attenzione ma ormai hanno pochi dubbi gli investigatori della polizia che seguono le tracce lasciate dal branco di stupratori in azione a Rimini venerdì notte. Esiste un identikit chiaro dei quattro – si suppone magrebini – che ha tenuto in ostaggio una coppia di polacchi, abusando di lei e picchiando lui, e ha poi violentato anche una trans peruviana. “Sappiamo chi sono”, ripetono gli inquirenti. Ci sono le descrizioni delle vittime e anche le immagini degli impianti di videosorveglianza di diverse attività commerciali della zona. E ora è spuntata anche un’altra denuncia, quella di una coppia di turisti di Varese aggredita il 12 agosto in strada a Miramare. Per chi indaga, è assai probabile che si tratti della stessa banda in azione venerdì scorso. Due settimane fa, il branco ha avvicinato la coppia, lei 30 anni, lui 32, minacciandola con il collo di una bottiglia rotta e si sono fatti consegnare il portafogli. Poi hanno tentato a vuoto di inseguire lei, di prenderla. La coppia di Varese era scappata e all’indomani aveva sporto denuncia ai carabinieri di Miramare. Ora quella segnalazione è stata inserita nel fascicolo d’indagine sul doppio stupro, perché per modalità e luogo dove si è consumata ha molte cose in comune con l’aggressione in spiaggia.

Gli uomini della Squadra Mobile inoltre si sono convinti che il branco graviterebbe nell’ambiente dello spaccio di stupefacenti, rapine e furti. Frequentano spesso la zona del lungomare verso Riccione, vicina al bagno Chiara, dove la 26enne polacca ha vissuto due ore di terrore. Tutti under 30, sostengono gli inquirenti. Almeno alcuni di loro – insistono – avrebbe dei precedenti penali. Il questore Maurizio Improta ha blindato la provincia, decine di agenti pattugliano diverse zone.

La polacca, intanto, è stata sentita diverse volte dagli investigatori. Al Resto del Carlino, invece, ha parlato la prostituta che ha soccorso lei e il suo amico. “Li ho visti mentre cercavano di attraversare la strada, barcollavano e ho creduto che fossero ubriachi. Poi ho sentito che mi imploravano di aiutarli”, ha raccontato. Si è avvicinata e ha fatto quel che poteva: “Non ho mai visto due persone ridotte in quelle condizioni, avevano i volti massacrati, gli occhi gonfi per le botte che avevano preso – ricorda – Piangevano entrambi, lei non riusciva nemmeno a parlare. Non ho mai visto nessuno tanto traumatizzato. Non ho potuto far altro che chiamare subito ambulanze e polizia. Quelli sono bestie, bastardi. Mi è venuta dentro una grande rabbia”.

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