I benefici del ballo, e in particolare del tango, per i malati di Parkinson sono studiati ormai da più di un decennio. E anzi in passato è stato usato come terapia per i malati di sclerosi multipla, per chi è stato colpito da ictus o affetti da disturbi dell’equilibrio. Ora secondo uno studio americano, la pratica regolare del ballo argentino permetterebbe di ridurre i sintomi, migliorando l’equilibrio e facilitando i movimenti più complicati per le persone affette dal morbo, come girare e camminare all’indietro.

La ricerca preliminare, realizzata dal neurologo dell’università di Washington, Gammon M. Earhart, per la Parkinson’s Disease Foundation, è stata realizzata su 52 persone con diagnosi di Parkinson e con problemi di equilibrio e movimento. All’inizio ciascun volontario praticava – a livelli analoghi – un’attività fisica. Successivamente la metà dei componenti del gruppo ha imparato a ballare il tango, sotto la supervisione dei ricercatori. Nei test di verifica i danzatori riuscivano a camminare più a lungo e più velocemente e avevano maggiore equilibrio. Nel corso dell’anno, inoltre, si sono registrati, nelle persone che praticavano con regolarità il tango, miglioramenti anche nella vita quotidiana: nei lavori domestici, nelle spese e negli hobby.

Per come è strutturato il tango Argentino è adatto a tutti e va ad agire positivamente sulla sfera fisica, psicologica e relazionale.
corpo”. I passi del tango, spiegano i ricercatori, sono come una ‘camminata rallentata’, nella quale si impara a posare l’appoggio su un piede per permettere all’altro di spostarsi, di ancorarsi prima con le dita e stabilizzarsi successivamente, caricando il peso coscientemente. Inoltre permette di esercitarsi sul camminare all’indietro e girare, due movimenti particolarmente difficili per i pazienti, ma anche di fare delle pause e riavviare il movimento, consentendo ai pazienti di mettere a punto strategie per ripartire dopo i blocchi tipici della malattia.

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Articolo Precedente

Paolo Nespoli, prima foto della Terra dalla Cupola della Stazione Spaziale

prev
Articolo Successivo

Depressione, anche le foto sorridenti postate sui social possono svelare un disturbo

next